Il mio mondo la mia casa del sesso

Brunori Sas - La vita liquida (audio ufficiale)

Parola foto sesso

Ora vivo a Londra con il mio ragazzo. Abbiamo capito il mio mondo la mia casa del sesso da subito che ci piacevamo. Ma io gli ho voluto chiedere fin da subito se avesse mai avuto delle esperienze omosessuali. A lui sarà sembrata strana questa domanda e penso anche a voi ma presto capirete perché gli ho posto questo quesito subito dopo aver fatto sesso con lui per la prima volta.

Di solito ci siamo sempre concentrati in località italiane. Ancora non avevamo valicato i confini nazionali. Io nel frattempo mi sono fidanzata con Francesco, un ragazzo mio il mio mondo la mia casa del sesso e compagno di classe al liceo. Un il mio mondo la mia casa del sesso ragazzo molto intelligente e, soprattutto, il primo della classe per rendimento scolastico. Oltre a questo lui è sempre stato il tipico ragazzo che preferisce socializzare con le compagne piuttosto che perdere tempo a giocare al pallone e fare le cose tipiche che fanno i ragazzi della sua età.

Me lo sono ritrovato per il mio mondo la mia casa del sesso sei mesi sotto la mia finestra di casa ed alla fine ho ceduto alla sua corte. Un bel viaggio nella capitale ungherese è quello che faremo nella prossima estate. Budapest è una delle città più belle del mondo e me la sarei goduta sicuramente di più se non fosse accaduto quello che sto per scrivere. Siamo arrivati verso le undici di sera a Budapest e, con un taxi, siamo andati subito in albergo, un ottimo quatto stelle a due passi dal palazzo del parlamento.

Vista spettacolare sul Danubio e, cosa molto gradita, avrei condiviso la mia stanza doppia con il mio ragazzo. Si perché loro sono una coppia di genitori moderni e sanno perfettamente che faccio sesso con il mio ragazzo da quando lo conosco. Inutile quindi fare scene ipocrite. Si perché Budapest è una famosa località termale, già famosa ai tempi degli antichi romani.

Sarebbe stato da pazzi non andare ad immergersi nelle acque calde naturali. La mattina ci siamo alzati molto presto. Una città devo dire molto bella e piena di monumenti tipici di un periodo storico che avevo appena finito di studiare a scuola. Tante cose da vedere e tanti ristorantini deliziosi con i prodotti tipici. Noi abbiamo pranzato nel più grande mercato coperto della città ed un negoziante di origine italiana ci ha pure offerto un ottimo dessert locale.

Ma di pomeriggio abbiamo preso un tram e siamo andati a visitare le terme più grandi della città. Io ed il mio ragazzo andammo subito nella vasca più calda mentre i miei genitori passarono dalla sauna.

Ottanta gradi e poi si passava ad una doccia freddissima. Un vero supplizio per chi non è abituato. Dove sarà finito. Non si trovavano più e ne io ne mia madre sapevamo dove potessero essere finiti. Iniziamo a cercarli assieme. Il mio mondo la mia casa del sesso niente non si trovavano. In prossimità degli spogliatoi vere strutture in legno chiuse soltanto da una tenda rossa e comincio a sentire uno stano mugolio.

Non capivo cosa potesse essere ma quel rumore tipo un risucchio era esattamente quello che producevo io quando spompinavo Francesco.

Francesco in ginocchio e stava succhiando il cazzo di mio padre. Sembrava un terribile sogno. Chiusi gli occhi pensando che quando li avessi riaperti non avrei visto quella scena.

Ma niente. Era proprio Francesco che il mio mondo la mia casa del sesso la cappella del cazzo di mio padre. Gli teneva la minchia con la mano e la teneva stretta alla base delle palle e se la stava godendo con la bocca. Ma il mio ragazzo è un culattone pensai. Rimasi pietrificata mentre assistevo a quel pompino. Lui ad occhi chiusi stava lavorando di bocca benissimo mio padre che, con una mano appoggiata alla parete dello spogliatoio, si lasciava spompinare.

Io non ebbi il coraggio di interromperli e sono stata costretta ad assistere a tutta la scena. Una scena impietosa che si concluse con mio padre che venne in faccia al mio ragazzo. Lui si bevve tutto ansimando come una vera femmina in calore. Non dissi nulla e scappai via. E non dissi nulla neanche a mia madre. Ma non mi feci toccare da Francesco, per tutta la durata del viaggio, e al ritorno in Italia gli diedi un ben servito senza possibilità di replica.

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