Lutilità e la nocività del sesso

The day a pig fell into a well(Doejiga umul-e ppajin nal)(1996)

Giocattolo del sesso coppie

Questo fatto non lo sa nessuno, nemmeno Patrizia che è a mia amica del cuore, né Carlo che è il mio ragazzo. E fantasticavo su come sarebbe stata la prima volta, parlandone anche con le amiche di scuola, ma senza che nessuna di noi avesse mai provato. La mia scoperta del sesso è iniziata a tredici anni, quasi per caso e, sempre, in estate. E, magicamente, con la stessa persona che mi ha sverginata! A quell'età avevo il fisico magro delle adolescenti anche se venivo alta e ben formata.

Lutilità e la nocività del sesso il bikini a mare, ma in realtà il pezzo di sopra non mi serviva un granché perché il mio seno era poco accennato. Ma lo slip lutilità e la nocività del sesso il mio sederino tondo che veniva fuori bene.

Un giorno di luglio ero andata al mare con la mamma e sua cugina e il marito. Aldo è i suo nome mi trattava come un cucciolo, mi riempiva di attenzioni e faceva tutto quello che mi veniva in testa. Mi faceva sentire importante, più di quanto in realtà facesse mio padre, sempre preso dal suo lavoro. Stavamo facendo il bagno insieme io e Aldo, mentre la mamma e la cugina era stese al sole sugli asciugamani. Eravamo nell'acqua bassa, almeno per lui, mentre a me arrivava al naso, per cui stavo sempre attaccata a lui come una cozza, ridendo e scherzando come padre e figlia.

A un certo punto gli occhialini che avevo sul naso decisero per conto loro di spostarsi e dovetti fermarmi per rimetterli agli occhi. Ordinai, quindi, ad Aldo di starmi vicina per potermi appoggiare a lui visto che a malapena appiedavo. Ma con una mano sola non riuscivo a infilarli bene, quindi gli ordinai di reggermi mentre li mettevo. La mano, aperta a ventaglio, reggeva perfettamente le mie chiappette.

Lutilità e la nocività del sesso anche Aldo si accorse del mio ritardare tale lutilità e la nocività del sesso perché, scherzando, mi disse che non avevamo tutta lutilità e la nocività del sesso mattinata a disposizione.

Allora sentii una vampata di calore, oggi l'avrei chiamata eccitazione. Fatto sta che continua i miei maldestri tentativi mentre quel dito continuava, sistematicamente, a spingere le mutandine al mio interno. Poi, spaventata da quello che stavo facendo e gli permettevo di fare, mi staccai da lui sbuffando e, minacciando di buttare gli occhialini lontano, nuotai a riva.

Aldo, ormai, si aspettava questa manfrina e, appena in acqua, mi chiedeva ridendo come stessero gli occhialini. Era il segnale per me: mi arrampicavo sulla mia mano e, mentre trafficavo con i lacci elastici, sentivo le sue dita suonare il lutilità e la nocività del sesso sesso con abile maestria. Sentire quel dito medio che strusciava per tutta la lunghezza della mia fichetta mi faceva perdere la cognizione del tempo. Non parliamo di quando, invadente, cominciava a spingere il dito all'interno, trascinandosi dietro la stoffa e aprendola un pochino.

Ma l'apoteosi era quando arrivava a picchiettare sul mio bottoncino segreto, facendomi avvampare come una torcia accesa e regalandomi brividi che non sapevo lutilità e la nocività del sesso.

Questo gioco mi piaceva perché, nella foga del prelancio, mi alzava e abbassava come un forsennato e succedevano due cose che mi eccitavano: gli slip tendevano ad abbassarsi per cui, al momento di uscire fuori dall'acqua, avevo quasi sempre metà culetto fuori dal costume e, nel frattempo, sentivo sbattere le mie chiappette su qualcosa di lungo e duro, come se un ramo inserito tra le sue gambe e il mio culo. Ma non dissi niente perché volevo che continuasse, anche perché ne ero segretamente compiaciuta: nonostante fossi poco più che una bambina, riuscivo a far eccitare un uomo adulto!

Sentivo, anche se per brevi attimi, il suo pene rigido che mi sbatteva sui glutei e, subito dopo, venivo proiettata fuori dall'acqua mente il costume scendeva. Aldo se ne accorse ma non disse niente, riprendendo il gioco del su e giù prima di rilanciarmi nel tuffo. Ma, questa volta, il suo pene rigido tenuto a stento dal suo costume batteva sulla mia pelle nuda, visto che ormai le mutandine erano scese e tutto il culo era scoperto.

Mi accorsi che faceva durare più a lungo i movimenti, che non mi lanciava subito ma mi faceva sbattere sempre di più sul suo arnese. In quel frangente ricordo d'avergli morso un orecchio per poi chiedergli cosa fosse quella cosa che mi urtava. Aldo non rispose e io, stranamente coraggiosa, spinsi una mano dietro e, di colpo, mi ritrovai nel palmo una cosa dura e liscia che strattonai mentre lui continuava a farmi andare su e giù.

Sentii un gemito uscire dalle sue labbra e, temendo di avergli fatto male, lascia la presa proprio mentre mi proiettava fuori dall'acqua. Una volta venuta a galla, mi risistemai le mutandine che erano scese alle ginocchia e, ridendo, gli chiesi se sapesse un altro gioco. Questa volta Aldo decise di insegnarmi il gioco che tutti, prima o poi, hanno fatto con un maschietto lutilità e la nocività del sesso una femminuccia in acqua: passare, nuotando sott'acqua, tra le gambe aperte del partner.

Gli chiesi di ripetere la passata adducendo una scusa puerile, perché volevo vedere se lo rifaceva. Dicendogli che toccava a me, feci anch'io quel che aveva fatto lui. Allora, petulante, gli dissi che dovevo fare una seconda passata e, questa volta, la mia bocca si chiuse, anche se per una breve frazione di tempo, su un testicolo di Aldo.

Riemersi galvanizzata: avevo lutilità e la nocività del sesso in bocca una palla di uomo, anche se coperta dal costume! Per una settimana non potei andare a mare con Aldo e la moglie, ma solo con mia madre e, una volta, anche mio padre. L'ottavo giorno, invece, andai a mare sola con Aldo perché le due donne dovevano andare al mercato.

Cominciammo subito a giocare in acqua col gioco dei lutilità e la nocività del sesso, e ben presto mi sentii subito accaldata nonostante fossi nel liquido elemento. Qui, dopo i primi passaggi, mi fu chiaro a cosa mirasse: spingersi oltre quel che avevamo fatto finora!

Per prima cosa i suoi lutilità e la nocività del sesso tra le mie gambe erano più lenti, la bocca indugiava di più e, spesso, le sue mani accarezzavano tutta la mia mercanzia. Per seconda cosa, durante uno dei mie passaggi, Aldo mi propose un grado di difficoltà maggiore, ma da tenere segreto: il passaggio ad anello. Poi, allontanatosi da me, prese fiato e s'immerse, mentre io trattenevo il fiato. Un secondo dopo mi sentii esplodere qualcosa dentro e le gambe venire meno quando, lentamente, percepii la lingua di Aldo strisciarmi sulla fica e, mentre si tratteneva con le mani alle mie cosce, entrarmi nel buchetto con una certa invadenza.

Aldo emerse alle mie spalle con la faccia del topo che ha appena dato un morso al formaggio e subito mi chiese se volevo che passasse al contrario.

Ero palesemente lutilità e la nocività del sesso da queste leccate e timorosa che qualcuno ci vedesse e capissi come fosse spinto il nostro gioco. Aldo riemerse e lutilità e la nocività del sesso mise in piedi. Poi, sorridendo, mi chiese se ci avessi ripensato e volessi provare a passare sotto di lui. Ormai spinta dall'eccitazione e della curiosità acconsentii a farlo.

Attesi mentre vedevo Aldo fare i classici movimenti di chi si sta abbassando il costume, poi presi fiato e mi immersi. Dalla sorpresa emersi prima di attraversare le sue gambe. Aldo mi chiese ridendo se avessi incontrato uno squalo sott'acqua e, canzonandomi, mi dette della incapace a fare come lui. Pungolata nell'orgoglio ripresi fiato e mi immersi nuovamente, e questa volta lutilità e la nocività del sesso vicino al suo pene e Passai velocemente tra le sue gambe mentre col capo colpivo il suo sacchetto gonfio.

Poi, senza che me lo chiedesse, rifeci al contrario il passaggio e, questa volta, leccai anch'io qualcosa chiudendo gli occhi, di gonfio e peloso.

Riemersi sputacchiando acqua dalla bocca e vidi Aldo sempre fermo in posa, in attesa di un altro passaggio. Feci tre o quattro respiri profondi, quindi tornai a inabissarmi.

Nuotai verso di lui e, una volta vicino, mi accordi che Aldo teneva il suo pene rigido con una mano e lo puntava verso di me. Mi artiglia alle sue gambe cercando di rimanere sott'acqua mentre le mie labbra e la lingua, impazzite, si chiudevano su quella punta grossa per brevissimi istanti. Poi mi detti la spinta e passai oltre. Riemersi rossissima in viso e dato che sono bionda naturale con una pelle molto chiara, quel rosso su tutto il viso risaltava in maniera impressionante.

Mi inarcai dal piacere improvviso che provai poggiando le mani sul capo di Aldo, mentre ondate di piacere mi attraversavano il corpo. Le rialzai lutilità e la nocività del sesso correvo mentre Aldo mi seguiva come un grosso cagnone.

Quindi mi stesi sull'asciugamano a faccia in giù perché mi vergognavo tantissimo e non volevo che Aldo mi guardasse in viso con quel suo sorrisetto da conquistatore. Il pomeriggio del giorno successivo ero alquanto arrabbiata perché nessuno aveva la possibilità di portarmi al mare, nemmeno Aldo che era impegnato altrove per lavoro.

Stavo in casa immusonita quando sentii la moto di Aldo rombare nel cortile di casa. Mi precipitai giù e vidi Aldo parlare con mia madre e, alla mia vista, fare cenno col capo nella mia direzione. Quindi salii sul sellino dietro al guidatore aggrappandomi tosto al suo torace.

Alla mia domanda di dove stessimo andando lui mi rispose che voleva portarmi nel campo di un amico a mangiare gelsi rossi direttamente dall'albero.

Qui, una volta arrivati, cominciammo a mangiare sporcandoci viso e mani di rosso, ridendo come due ragazzini. Poi, una volta sazi, ci lavammo le mani con l'acqua gelida del pozzo e, ovviamente, io ne approfittai per spruzzargliela sul viso dispettosamente. Lui, guardandomi, mi chiese se non dovessi farla pure io, insistendo sul fatto di farmela fare perché poi ci aspettava un lungo giro.

Rossa in viso come un peperone e dandogli le spalle, mi abbassai i miei pantaloncini e le mutandine e, accovacciandomi, mi sforzai di far uscire qualche getto di urina dalla mia fichetta. Mi rialzai in fretta per non far vedere troppo il mio rado boschetto biondo agli occhi avidi di Aldo lutilità e la nocività del sesso su in fretta gli slip e i pantaloncini, ma già il mio cuginone si stava dirigendo alla moto sollecitandomi a seguirlo.

E io sentivo le mie tettine strusciare sulla sua schiena a ogni sobbalzo, schiacciandosi quando frenava, distaccandosi quando accelerava. Alcuni giorni dopo si ripeté l'andata alla campagna del gelso rosso, ma quel giorno ero più fastidiosa e insopportabile di una pulce, e molto dispettosa.

Infatti, non so come, arrivai a infilargli negli slip una manciata di sassolini giusto per fargli dispetto, cosa che anche lui fece a me di rimando. Per farmi lutilità e la nocività del sesso mi costrinse a toglierglieli uno alla volta, cosa che feci con mola curiosità e un pizzico di eccitazione perché, ovviamente, dovetti infilargli la mano all'interno delle mutande e, cercando tutti i lutilità e la nocività del sesso, non potevo evitare di toccargli il cazzo ormai inturgidito e le palle, arrivando anche a spingermi verso il suo ano per acchiapparne uno che si era posizionato da quelle lutilità e la nocività del sesso.

A un certo punto arrivai a infilare anche l'altra mano per scostargli il pene durissimo che ostacolava l'asportazione di alcuni sassolini.

E devo dire che, tenendoglielo in mano, mi accorsi di provare un forte calore liquido tra le gambe che mi lasciava un po' sconcertata anche se era una sensazione piacevole.

Non sapevo allora cosa fosse quel liquido che sentivo all'improvviso invadere l'interno del mio sesso. Mi sentivo le gambe tremare mentre le sue dita correvano, come zampe di ragno, sul mio sesso, dentro il mio sesso, nel culetto, inseguendo quei sassolini che, sospetto, facesse apposta a farseli sfuggire.

Mi accorsi, con sgomento, che stavo per perdere il controllo del sesso, sentendo un fortissimo stimolo come se volessi pisciare. Cioè, non sapevo cosa volesse dire venire, ma avendolo sentito raccontare dalle mie amiche che già si masturbavano abbondantemente, non feci fatica a riconoscere quello spasmo prolungato che sentivo nelle viscere e che mi faceva vibrare come una lutilità e la nocività del sesso di chitarra come quel famoso fenomeno che si chiama orgasmo!

Mi staccai da lui appena i tremiti si furono placati, notando come spiccasse ancora più turgido il membro nei suoi pantaloncini. Questa volta fui io a seguirlo, mentre l'umidore tra le cosce non accennava a evaporare. Rimasi affascinata da questa scena perché, dopo qualche secondo, realizzai che Aldo si stava facendo lutilità e la nocività del sesso sega; e volevo vedere come si masturbassero i maschi, visto che avevo un poso in prima fila.

Gli guardavo il cazzo e mi scoprivo incredula: quello è il coso che gli uomini mettono nella farfallina di noi donne quando vogliono fare un figlio? Vedevo i coglioni dell'uomo sbattere anch'essi contro le gambe con un rumore sordo mentre dalle labbra di Aldo fuoriusciva un lamento continuo che andava in crescendo di pari passo all'aumentare frenetico della sua sega.

L'estate successiva ricominciammo a mare i giochi in acqua seguiti, nel pomeriggio, dai giri in moto. Io ormai avevo ben 14 anni e le tette mi erano cresciute, alla pari del boschetto di peli biondi che avevo tra le gambe: non me la sentivo, di primo acchito, di spogliarmi completamente nuda, perché temevo quel che sarebbe effettivamente successo in seguito.

Mi limitai a togliermi solo il reggiseno, facendo spuntare le tette che ormai avevano una consistenza e una curvatura più evidente di quella dell'anno precedente.

Quindi mi immersi lentamente nell'acqua che lutilità e la nocività del sesso fredda ai piedi, conscia di avere i piccoli capezzoli ritti come chiodini per il brusco balzo di temperatura. Quando immersi il bacino coperto dalle mie solite mutandine bianche, subito si disegno la macchia biondo scura del mio pube che, stagliandosi sulla stoffa bagnata, non celava nulla allo sguardo.

Nuotammo un po', io come una paperetta, Aldo come un coccodrillo, sfiorandoci sott'acqua e allontanandoci bruscamente.