Poesie su intima del sesso

Franco Califano LA SECONDA

Macchina del sesso scimmia

Non molto tempo fa ho conosciuto il nuovo vicino di casa Roberto. Assieme poesie su intima del sesso sua moglie mi invitarono molto simpaticamente ad andare in campeggio con loro. Roberto e poesie su intima del sesso moglie comunque decisero di portarmi lo stesso. Accendemmo un fuoco e cenammo, proprio mentre gli ultimi raggi di sole riscaldavano la zona illuminando il cielo. Al calare del sole ci dirigemmo al ruscello a bagnarci i piedi. Laura mi guardava in un modo che mi parve strano….

La cosa cominciava ad imbarazzarmi non poco. Scomparvero dietro i cespugli. Restai ancora un poco da solo e poi mi accinsi a tornare in tenda. Carezzandomi i testicoli con la sinistra, massaggiandoli alla frescura della sera, mentre ascoltavo i gemiti di quei due. Cominciai a far andare la mano con intensità sempre maggiore sino a godere stringendo la mia asta alla base per aumentare la tensione nello scroto.

Erano due settimane che poesie su intima del sesso godevo…. Apro gli occhi e vedo Roberto e Laura vicino a me che osservavano. Laura aveva la bocca aperta ed i suoi occhi osservavano il mio cazzo che ancora pulsava. Capii subito che avevano assistito al mio piacere senza farsene accorgere.

Il seno di Laura si alzava ed abbassava ritmicamente, i suoi occhi fissavano apertamente il mio pene. Chiusi gli occhi e mi concentrai sul piacere che lei mi dava. Mi fece sdraiare e pose la sua fica a cavalcioni sul mio viso…. Il piacere che le davo lo avvertivo dalla foga con la quale la sua bocca e la sua lingua si dedicavano al mio cazzo. Aprii gli occhi e Roberto mi fece un cenno: voleva prendere sua moglie da dietro, era eccitatissimo. Da distanza ravvicinata vidi il suo membro entrare lentamente in Laura il cui piacere mi era ridato attraverso il suo pompare.

Roberto aveva afferrato i fianchi della moglie e la fotteva in silenzio, senza un gemito. La prima cosa che sentii non fu la guaina calda di Laura…. Mai mi ero ritrovato in una situazione simile, ma persi letteralmente la testa. Dopo qualche tempo, Laura afferrandoci per mano ci condusse nella loro tenda.

Poesie su intima del sesso ora! La dolcezza e la delicatezza con cui lo leccava, lo ingoiava e lo sfilava dalla bocca, tenendolo stretto alla base erano straordinarie. Anche Laura rimase qualche attimo ad ammirarlo. Se Roberto lo ingoiava, lei si occupava dei testicoli e viceversa…… Sembrava che i due fossero in competizione tra loro, una gara nel ricavare piacere dandone senza quasi rendersene conto.

Io godevo da matto! Roberto la guardava estasiato mentre il piacere che provavo mi faceva raggrinzire i testicoli. Laura, quasi avesse letto nei miei pensieri, strinse violentemente il mio cazzo alla base sorridendomi leccandolo come un gelato! Con lo sguardo colsi un movimento di Poesie su intima del sesso si stava toccando il coso che era bello duro. Mi inginocchiai dietro di lei poggiando le mani aperte sui fianchi facendole scorrere sui due globi di carne soda. Laura mugolava e muoveva il culo quasi ad incitarmi!

Staccai le mani per un istante, provocando un mugolio di disapprovazione di Laura, osservandola anche per fermare la tensione che mi stava salendo. Laura riprese a mugolare. Seguii il contorno del sedere nel dolce canale che divide le due metà. Insalivai quel buchino fino a poesie su intima del sesso il mento con una frenesia incredibile, un desiderio fortissimo di prenderla! Mi sollevai con una erezione da star male, poggiai la punta sulle labbra delle sua natura scivolosa per gli umori ed affondai, tirando i fianchi di Laura fino ad aderire con il ventre alle sue rotondità!

Solo a pensarci poesie su intima del sesso sembra di riviverlo. Non mi chiedevo se ci fosse Roberto tantomeno cosa stesse facendo o pensando. Ero per metà dentro. Una sensazione intensa da vivere, quasi indescrivibile.

Ripresi a carezzarla, mi chinai su di lei e con la mano cercai la sua grotta; piena di umori, scivolosa, piena di desiderio, di voglia. Lo senti il suo cazzo? La situazione mi prendeva del tutto, ero immerso nel culo di Laura ed era bello che niente avrebbe potuto distogliermi.

Poesie su intima del sesso quasi mi bloccarono: voleva forse portarmi ad avere un rapporto con suo marito???!!! Il culo di Laura pareva risucchiarmi tanta era la foga con la quale lei si impalava a quel punto vidi che Roberto si chinava al di sotto della moglieforse per solleticarla con la lingua. Quasi trasalii avvertendo una mano che carezzava i miei testicoli sorreggendoli nel palmo, era Roberto!!! Ero letteralmente preso da quel momento.

La sua carezza mi frastornava, più di quanto avesse poesie su intima del sesso con la bocca in precedenza…………forse ora il desiderio sessuale era più attenuato……chissà……….

Laura teneva il mio uccello con una mano mentre avvicinava le labbra al culo del marito prese a slinguarlo mentre faceva andare la sua mano sul mio poesie su intima del sesso. A quel punto mi posizionai meglio sui piedi e, tenendo ben ferma la presa sui fianchi di Roberto, spinsi con tutte le forze. Fa male……… fermo……… no, levalo…… poesie su intima del sesso male…… no…… resta fermo…… ah! Lentamente la sua stretta si allentava e presi a muovermi piano, uscendo di qualche centimetro e rientrando altrettanto piano.

In questo modo ottenne di lubrificare ulteriormente la mia asta ed il buchetto ormai abituato alla nuova presenza. Aumentai i movimenti nel culo di Roberto e la cosa pareva piacergli. Ad ogni mio affondo, il viso di Roberto affondava nelle intimità di Laura. I mugolii di entrambi si mescolavano e pareva godessero come se fossero soli, la sensazione era che io fossi solo uno strumento per il loro piacere.

La loro complicità, la loro intesa andava al di là del momento. Invidia, forse un pizzico di rabbia, non so, ma resi a martellare quel buco quasi con violenza, con impeto sempre più forte. Mi avvicinai a Roberto e senza tanti preamboli poggiai il cazzo al suo culo e detti un colpo violento, facendo entrare lui più a fondo il quello di Laura.

Una scena da film!! Ormai eravamo partiti tutti e tre, gemiti, sospiri, parole poesie su intima del sesso. Io dalla situazione, ma il desiderio di scopare Laura divenne più forte del piacere di quel culo che si era dato a me per la prima volta, ma non era una donna!!!

Ma non per questo smise di cavalcarmi anzi! Francesca sapeva che, dopo le sue amiche era il suo turno di soddisfare uno di loro e fremeva dalla voglia e dalla curiosità di sapere chi sarebbe stato il primo dei sette a chiamarla.

Quei ragazzi, con la loro proposta, avevano cambiato completamente il ritmo delle sue giornate e di quelle delle sue amiche. Verso le quattro del pomeriggio, mentre sui libri di matematica, avevano citofonato, era Stefano che la invitava a scendere per prendere un gelato insieme.

Erano passati poco lontano da un motorino parcheggiato sotto un albero ed avevano udito distintamente i mugolii di piacere dei ragazzi che vi erano seduti sopra.

Il ragazzo era con le spalle al manubrio e la giovane era stretta a lui, con le mani che sparivano in mezzo alle loro gambe. Stefano aveva approfittato di quel momento erotico ed allegro al tempo stesso per accarezzarle il volto ed avvicinare le labbra alle sue. Rimanendo in piedi in mezzo al viottolo, si erano baciati a lungo, non solo sulla bocca. Lui le aveva poggiato la mano sulla poesie su intima del sesso, risalendo lungo la parte esterna della coscia destra, sino al bordo della minigonna.

Era stato piacevole farsi accarezzare, sentire le labbra stringersi intorno il capezzolo e la lingua giocherellarci.

Era eccitata e sapeva che Stefano aveva il pieno controllo del suo corpo. Dopo averla baciata sulla bocca, mentre le sbottonava completamente la camicia, era sceso nuovamente con le labbra sui seni e poi più giù, verso il ventre piatto. Erano ancora in piedi in mezzo al viottolo del parco, e tutti avrebbero potuto vederla; per una sorta di pudore, aveva tenuto le gambe ben strette.

Le aveva tenuto le labbra aperte con le dita e la lingua si era fatta avanti, penetrando dentro. Aveva sentito ogni passaggio della lingua sulle sue parti più intime, poi un dito si era fatto strada e aveva iniziato a sondarla con introduzioni leggere.

Per lei era bello, ancora più bello di quanto non avesse pensato e, dopo pochi affondi, aveva raggiunto, rumorosamente, un primo orgasmo. I movimenti del ventre sconquassato dalle dita di Stefano, i poesie su intima del sesso del corpo, le incitazioni, le stavano causando un nuovo orgasmo ed era pronta a fare in modo che il suo compagno la seguisse a ruota quando aveva volto lo sguardo verso quei due sul motorino ed era trasalita.

La ragazza era scesa dal sedile ed era rimasta in piedi, tutta prona in avanti, col viso chino sul ventre del compagno, sbocchinandolo senza più curarsi della loro presenza; ma, quel che più aveva turbato Francesca era il ragazzo, che, seduto, con le mani sulla nuca della giovane ed il volto girato verso di loro, si godeva lo spettacolo delle loro mani in movimento. Era felice, raggiante; aveva incrociato lo sguardo di quello sul motorino sentendosi orgogliosa di essere riuscita anche lei a dare piacere al suo amico.

Mi chiamo Giulia ho 19 anni e vivo in un piccolo paese della Toscana, come tutti i ragazzi della mia età ho un rapporto conflittuale con i miei genitori che pretendono da me comportamenti da adulta responsabile che non mi sogno nemmeno. A me piace divertirmi, uscire con i miei amici e non mi passa neanche lontanamente per la testa di sposarmi e fare dei figli. Mi sollevai la canottiera e le mostrai le mie tettine. La mano di mia zia intanto mi carezzava il sedere con una dolcezza che mi faceva sciogliere, senza capire neppure io cosa facessi cominciai a succhiarle un capezzolo con tanta foga che le strappai dei mugoli di piacere.

Non mi rendevo conto di quello che facevo, sentivo solo una forza inarrestabile che mi spingeva a possedere quel corpo senza chiedermi se fosse o no una cosa giusta. Odiava vivere nel pensionato dopo avere avuto la sua camera nella casa dei genitori. Era un individuo tranquillo che non aveva mai fatto del male a nessuno o fatto qualcosa di sbagliato. In un mondo di sesso e passione, Giuseppe era ancora poesie su intima del sesso. Elena era la quintessenza della bellezza agli occhi di Giuseppe.

Il suo corpo snello, alto solo un metro e sessanta, lo faceva impazzire, gli erano sempre piaciute le ragazze piccole. Nella sua piccola figura le sue gambe flessuose, muscolose salivano a due natiche strette e sode che gridavano di essere afferrate da un amante; lo stomaco era stato reso piatto e sensuale da anni allenamenti.

I suoi seni erano poesie su intima del sesso rispetto al suo corpo, ma non davano una sensazione opprimente o fuori luogo. Erano morbidi e tuttavia sodi, mantenevano la forma senza il bisogno di un reggiseno.

Il suo viso era poesie su intima del sesso di un angelo con la linea della mascella angolosa, mento snello, ossa delle guance alte, naso piccolo e profondi occhi blu.