Sesso con una donna di formato del seno 1

Sapore Di Donna 1990

Sesso con una di 15 anni di età

La mammella è un organo ghiandolare che nelle femmine di mammifero secerne il latte. Si tratta di una struttura caratterizzante la classe dei mammiferiin particolare gli euteril'unico gruppo con evidenti mammelle esterne, presenti peraltro anche nei metateri all'interno della sacca marsupiale. In italianotale organo viene comunemente e meno precisamente chiamato seno.

La presenza della ghiandola mammaria secernente latte distingue la classe dei mammiferi. Fu ereditata dai cinodonti della fine del triassico [1]. Nei mammiferi euplacentati, o euteriqueste ghiandole sono organizzate a formare le mammelle propriamente dette, mentre nei marsupiali la forma assume aspetti caratteristici per nutrire un piccolo con sesso con una donna di formato del seno 1 grado di sviluppo ancora arretrato.

Le mammelle sono un organo pari e simmetrico, da due come in genere nei primatifino a I monotremi non possiedono mammelle organizzate, ma il latte, proveniente da ghiandole tubolari, viene sorbito dai cuccioli nella zona cutanea sovrastante lo sbocco dei dotti galattiferi.

L'assenza di labbra e vestibolo boccale non permetterebbe in ogni caso la suzione da un eventuale capezzolo. Nei marsupiali i capezzoli sono presenti all'interno del marsupio [2]. Nei teri le ghiandole mammarie sono tubulari-acinose e si differenziano lungo due direttrici, dette linee del lattesul lato ventrale del feto in sviluppo.

Tali linee procedono dalle ascelle all'inguine, ed in tutta la zona, di formazione di parenchima mammario, si potranno sviluppare, nell'individuo adulto le mammelle. I capezzoli e ghiandole possono svilupparsi ovunque, per ogni singola specie, lungo le linee di latte e in generale la maggior parte dei sesso con una donna di formato del seno 1 sviluppano le ghiandole mammarie a coppie lungo queste linee.

Il numero di capezzoli varia da 2 nella maggior parte dei primati e nei proboscidati a 16 nei suiformi. L' Opossum della Virginia ne ha 13, uno dei pochi mammiferi con un numero dispari. Una forma particolare di mammella è quella che presenta una componente prevalente di tessuto adiposo rispetto alla controparte ghiandolare.

Tale tipo di mammella si individua nei mammiferi acquatici quali i cetacei e i focidi. Anche l'uomo presenta una mammella di tal fatta: secondo studi evoluzionistici, pare che l'uomo rientri in questi casi differenziandosi, quindi, da altri primati.

Oltre che per la mammella, anche l'assenza della pellicciaviene considerato altro segno particolare di evoluzione nell' habitat acquatico. Secondo studi recenti fatti all'Università della Pennsylvania, la mammella maschile differisce da quella femminile anche in senso neurologico. I seni costantemente sporgenti della donna, insolitamente grandi rispetto alle dimensioni del corpo, sono un unico sviluppo evolutivo il cui scopo non è ancora completamente noto, se non per l'aspetto relativo all'evoluzione in ambiente acquatico.

Altri mammiferi tendono ad avere ghiandole mammarie meno cospicue che sporgono solo quando effettivamente è in atto il riempimento col latte. La mammella umana è un rilievo cutaneo pari essendocene due e simmetrico,una destra ed una sinistra, posto nella regione anteriore del toraceai lati della linea mediana, localizzate tra la terza e la settima costa.

L'organo è costituito in parte da tessuto adiposo, in parte da strutture ghiandolari che costituiscono la ghiandola mammaria. La mammella poggia in su due strutture muscolari: muscolo grande pettorale e muscolo dentato anteriore infero-lateralmente. Fino al periodo della pubertàle mammelle sono poco sviluppate in entrambi i sessi. Nella pubertà lo sviluppo della mammella maschile si interrompe, mentre la mammella femminile, sotto l'influsso degli estrogeni, subisce un notevole sviluppo, sia nella componente adiposa che in quella ghiandolare.

Con il termine " seno " ci si riferisce allo spazio compreso tra le mammelle. Nel linguaggio comune, questo termine viene spesso usato in riferimento all'organo stesso. Parimenti il termine " petto ", utilizzato come sinonimo di mammella nel linguaggio comune, indica il torace nel suo insieme. Presso l'apice della mammella si trova il capezzolosporgenza esterna di forma conica, nella cui regione apicale presenta forellini pori lattiferi che costituiscono lo sbocco dei dotti galattofori.

L'areola è sesso con una donna di formato del seno 1 da piccole sporgenze tubercoli di Montgomerydovute alla presenza sottostante di ghiandole sebaceedette anche ghiandole areolari, esse sono considerate ghiandole mammarie rudimentali. Sia il capezzolo che l'areola sono dotati di fibre muscolari lisce, disposte sia circolarmente che radialmente, che ne permettono la contrazione, formano strutture che prendono il nome di muscoli areolari. La contrazione genera l'erezione del capezzolo ed il corrugamento dell'areola, nonché la contrazione dei dotti galattofori.

Il latte è il nutrimento che, in seguito al partola madre fornisce al neonato. Il secreto della ghiandola mammaria è, nei primi giorni, una sostanza amarognola povera di grassi ma particolarmente ricca di proteine e immunoglobuline, detta colostro.

Il colostro quindi trasferisce al lattante una sorta di immunità passiva, ha anche proprietà lassative. Successivamente ha inizio la secrezione di latte vero e proprio. I fasci fibrosi della mammella, talvolta detti retinacoli, si portano in profondità e dividono il parenchima ghiandolare in lobi e lobuli. Ogni lobulo comprende gli alveoli che fungono da unità secernenti. Gli alveoli sono rivestiti da epitelio semplice poggiante su una membrana basale in cui sono intercalate cellule mioepiteliali che favoriscono la progressione del secreto attraverso dotti di calibro progressivamente crescente.

Si comincia con i dotti alveolari per continuare in quelli lobulari ed sesso con una donna di formato del seno 1 ai dotti galattofori. Ogni lobulo ha il suo dotto galattoforo che sbocca lateralmente al capezzolo in un'ampolla, che prende il nome di seno galattoforo, questa ha la capacità di accumulare il secreto prodotto. L' epitelio da cubico semplice dei dotti alveolari diventa pluristratificato non cheratinizzato nei dotti galattofori.

L'arteria mammaria esterna o toracica lateraleramo dell'arteria ascellare, è responsabile della vascolarizzazione della regione superficiale della mammella e dei quadranti laterali supero-laterale ed infero-laterale della ghiandola mammaria. Le regioni profonde ed i quadranti mediali supero-mediale ed infero-mediale della ghiandola mammaria sono vascolarizzati da rami perforanti dell'arteria mammaria interna o toracica internaramo dell'arteria succlavia.

La mammella è inoltre raggiunta da rami mammari laterali delle arterie intercostali posteriori da II a VI. I linfatici posteriori e laterali fanno capo ai linfonodi ascellari, quelli mediali drenano nei linfonodi mammari interni.

Si hanno inoltre anastomosi fra i linfatici delle due sesso con una donna di formato del seno 1 e con i linfatici addominali. Il drenaggio della linfa si deve inoltre ai linfonodi interpettorali di Rotter. La mammella subisce notevoli modificazioni durante la gravidanza. Durante la prima metà della gravidanza la secrezione di estrogeni e progestinici induce ipertrofia alveolare e sviluppo di tutti i componenti della mammella, fatta eccezione del tessuto adiposo interstiziale, la cui massa diminuisce.

L'areola, infatti, assume una colorazione più scura ed aumenta di diametro. La consistenza, poi, aumenta notevolmente in seguito al parto, dove l' ossitocina prodotta dall' ipotalamo induce la contrazione delle cellule mioepiteliali e quindi la secrezione di latte durante il periodo dell'allattamento.

Le mammelle divengono più turgide durante il periodo mestruale e, in maniera più o meno evidente, in seguito all'eccitazione femminile. L'invecchiamento porta invece ad un progressivo calo di volume della mammella con riduzione della ghiandola e aumento del tessuto adiposo. L'organo maschile è decisamente meno sviluppato sesso con una donna di formato del seno 1 quello femminile.

Nel maschio la mammella è costituita da un piccolo rilievo, con una piccola areola ed un piccolo capezzolo silloide. La struttura ghiandolare sottostante è composta da un numero ridotto di strutture alveolari prive di lume. Esistono dotti lattiferi, ma sono brevi e privi di vere e proprie ramificazioni.

Tale aumento, in realtà, è seguito solitamente da una regressione in un tempo breve uno-due anni. Tra le patologie che colpiscono la mammella figurano patologie genetiche e patologie legate allo sviluppo. Tra le patologie genetiche figurano la politelia la presenza di un soprannumero di capezzoli o la polimastia soprannumero di ghiandole mammarie. Sono in genere formazioni poco evidenti, non secernenti, che possono sesso con una donna di formato del seno 1 confuse con un lipoma se si tratta di ghiandola o con macchie cutanee o nei in caso di capezzoli rudimentali.

Hanno la caratteristica di presentarsi costantemente lungo una linea ideale che va dalla cavità ascellare alla radice interna della coscia, la cosiddetta linea del lattemilk line degli autori anglosassoni e che coincide con quella presente in alcuni mammiferi. Possono anche verificarsi casi in cui una o entrambe le mammelle siano mancanti amastiasebbene anomalie di questo tipo siano spesso correlate a malformazioni sistemiche ben più gravi, generalmente incompatibili con la vita.

In ogni caso, le patologie vere e proprie sono legate a problemi nel delicato equilibrio degli ormoni provenienti essenzialmente da surrene e, soprattutto, ipofisi. Altri fattori determinanti lo sviluppo di patologie sono eventuali lesioni traumatiche a cui la mammella viene sottoposta o processi infiammatori cronici, che possono sfociare o complicare le forme tumorali vedi mastopatia.

Una patologia infiammatoria dovuta a traumi o iatrogena è la malattia di Mondor. Della patologia delle mammelle si parla nel più antico documento medico dell'umanità in nostro possesso, ossia il papiro egizio di Edwin Smith. In questo papiro a contenuto prevalentemente chirurgico, vi sono otto riferimenti alle malattie delle mammelle e, in particolare, nel caso 45 descrive per la prima volta nella storia della medicina un tumore della mammella.

La presentazione dei casi presentava uno schema ben definito. Alcuni casi esposti nel papiro si riferiscono ad ascessi, traumi e ferite infette, probabilmente dovute piuttosto ad infezioni della parete toracica.

È documentata un' autopsia fatta negli anni sessanta su una mummia egiziana su cui è stata riscontrata la presenza di una formazione mammaria che potrebbe essere riconducibile ad un adenoma calcifico.

Ippocrate scrive poco sui tumori. A parte i sintomi generali di una malattia avanzata, i dati clinici di rilievo del tumore sono la consistenza dura, l'assenza di fenomeni infiammatori e, nel caso della donna di Abdera, la secrezione ematica. Porcio Catone nel De re rustica parla del cancro distinguendone tre varietà: il cancro nero, quello bianco detto anche purulento e quello fistoloso.

Una distinzione che non facilita molto la diagnosi, almeno quella di una possibile malignità. Per tutte le forme di cancro, soprattutto nella mammella, Catone consiglia applicazioni esterne di cavolo rappresenta, a suo dire, una vera panacea. Infine vi sono dei cancri che hanno sede nelle parti interne, come intestini, mesentere, matrice, retto ed altre parti interiori.

Le femmine ne sono affette più sesso con una donna di formato del seno 1 uomini. Ogni cancro è quasi incurabile, o difficilissimo da guarirsi. Quando ha sede nella mammella, apporta spesso infiammazione sotto le ascelle o tumefazione delle ghiandole di questa regione. Egli fu il primo ad aver riconosciuto la relazione tra il tumore primitivo e la sua diffusione ai linfonodi.

Una più accurata distinzione fra tumori benigni e tumori maligni della mammella si deve a Marco Aurelio Severino che nella sua opera descrive il primo adenoma che chiama Glandula. Dopo una prima fase antica della medicina, quasi interamente ipotetica dal punto di vista patogenetico, subentra una fase di transizione, rinascimentale, in cui i metodi di osservazione sono ancora embrionali, ma in cui si sviluppano modificazioni essenziali per la conoscenza pratica delle malattie e sulla loro interpretazione teorica.

Anche la diagnosi fa piccoli, ma costanti progressi. Giovanni Battista Morgagni descrive alcuni tumori benigni della mammella che manifestano dolori e sintomi sesso con una donna di formato del seno 1 nel periodo mestruale e un tumore comprendente un piccolo pezzo di osso. La chirurgia plastica è in grado di rimodellare il seno, a scopo di miglioramento estetico oppure per riparare i sesso con una donna di formato del seno 1 indotti da interventi quali l'asportazione di un tumore.

Di frequente, vengono utilizzate protesi in silicone o altro. L'uso alimentare delle mammelle era in passato diffuso ed è per esempio testimoniato in sesso con una donna di formato del seno 1 di cucina romani quali il celebre De re coquinaria L'arte culinaria di Marco Gavio Apicio.

Ai tempi dei romani le mammelle di scrofadenominate sumenerano molto apprezzate e venivano in sesso con una donna di formato del seno 1 sbollentate e poi grigliate, oppure farcite in vari modi. Attualmente nella macellazione degli animali di allevamento le mammelle vengono invece spesso considerate un sottoprodotto e asportate prima della scuoiatura [4] ; esse possono poi essere smaltite come rifiuti oppure utilizzate nella preparazione di mangimi per animali o di fertilizzanti.

Esistono comunque ancora aree dove vengono prodotti alimenti a base di mammella bovina destinati all'alimentazione umana come il salume valdostano teteun o la tétine fuméeoggi tipica del cantone di Friburgo ma che un tempo era molto più diffusa almeno nell'ambito della Svizzera.

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