Impianti per la raccolta di potenziali

Systems Machines for the cleaning, drying and storage of the shell fruits - Hazelnuts - Facma 2018

Scambisti del sesso orgia on-line

Tali minacce esercitano un'ulteriore pressione sui sistemi ambientali quali la biodiversità e l'infrastruttura naturale, creando nel contempo problemi socioeconomici globali, compresi rischi per la salute e la sicurezza e rischi finanziari. L'Unione deve adoperarsi per proteggere le specie marine e sostenere le persone che dipendono dagli oceani in termini di occupazione, risorse o attività ricreative. La convenzione MARPOL prescrive che le parti contraenti garantiscano la fornitura di adeguati impianti portuali di raccolta.

Tali categorie di rifiuti dovrebbero essere incluse nell'ambito di applicazione della presente direttiva. La valutazione REFIT ha evidenziato la necessità di una maggiore armonizzazione di tali concetti e del pieno allineamento con la convenzione MARPOL, al fine di evitare inutili oneri amministrativi sia per i porti sia per gli utenti degli stessi.

Tale politica dovrebbe fondarsi sui principi di prevenzione, eliminazione alla fonte dei danni causati all'ambiente marino, nonché sul principio "chi inquina paga". Inoltre, il concetto di responsabilità estesa del produttore è un principio guida del diritto dell'Unione in materia di rifiuti, impianti per la raccolta di potenziali base al quale i produttori sono responsabili degli impatti ambientali dei loro prodotti per tutto impianti per la raccolta di potenziali loro ciclo di vita.

Tali obblighi si applicano anche alla gestione dei rifiuti delle navi. I rifiuti spesso sono separati a bordo delle navi in conformità delle norme e degli standard internazionale e il diritto dell'Unione dovrebbe garantire che gli sforzi per separare i rifiuti a bordo non siano pregiudicati dalla mancanza di organizzazione per la raccolta differenziata a terra. Per tale ragione gli Stati membri dovrebbero adottare, ove opportuno, misure sul conferimento dei rifiuti da impianti in mare battenti la loro bandiera o che operano nelle loro impianti per la raccolta di potenziali o entrambi, nonché assicurare il rispetto rigoroso delle norme previste dalla convenzione MARPOL in materia di scarico, applicabili agli impianti in mare.

Dette navi dovrebbero pertanto essere soggette a norme rigorose in materia di scarico e conferimento. Oggi, tali norme sono stabilite dalla commissione fluviale pertinente. Ai porti di navigazione interna si applica tuttavia il diritto dell'Unione in materia di rifiuti. Impianti per la raccolta di potenziali proseguire gli sforzi tesi ad armonizzare il quadro normativo delle vie navigabili interne dell'Unione, la Commissione è invitata a considerare un regime europeo di norme in materia di scarico e conferimento applicabili alle navi adibite alla navigazione interna, che tenga conto della convenzione sulla raccolta, il deposito e il ritiro di rifiuti nella navigazione impianti per la raccolta di potenziali Reno e nella navigazione interna del 9 settembre Se le reti da pesca sono state perdute, il comandante del peschereccio deve cercare di recuperarle quanto prima possibile.

Se le reti da pesca non possono essere recuperate, entro 24 ore il comandante del peschereccio deve informare le autorità del proprio Stato membro di bandiera. Lo Stato membro di bandiera deve informare a sua volta l'autorità competente dello Stato membro costiero. Le informazioni includono il numero d'identificazione esterno e il nome del peschereccio, il tipo di reti da pesca perdute e il luogo della perdita, nonché le impianti per la raccolta di potenziali messe in atto per recuperarle.

I pescherecci di lunghezza inferiore a 12 metri possono essere esentati. Ai sensi della proposta di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento CE n. Anche le informazioni raccolte e disponibili nelle ricevute di conferimento dei rifiuti accidentalmente pescati impianti per la raccolta di potenziali linea con la presente direttiva potrebbero essere comunicate in questa maniera. L'adeguatezza si riferisce sia alle condizioni operative dell'impianto in considerazione delle esigenze degli utenti, sia alla gestione ambientale degli impianti in conformità del diritto dell'Unione in materia di rifiuti.

In taluni casi potrebbe essere difficile impianti per la raccolta di potenziali se un impianto portuale di raccolta situato al di fuori dell'Unione rispetta tale norma. Ai sensi della legislazione marittima internazionale convenzione MARPOL e convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare SOLASi suddetti viaggi intra-Unione sono tuttavia assimilati ai viaggi internazionali.

Al fine di garantire la coerenza del diritto dell'Unione, è opportuno attenersi alle definizioni del regolamento CE n. Per motivi pratici e organizzativi, i porti limitrofi nella stessa regione geografica potrebbero sviluppare un piano comune, che comprenda la disponibilità di impianti portuali di raccolta in ciascuno dei porti interessati dal piano, fornendo nel contempo un quadro amministrativo comune. Tale tariffa indiretta dovrebbe essere dovuta indipendentemente dal impianti per la raccolta di potenziali dei rifiuti e autorizzare il conferimento dei rifiuti senza aggiungere ulteriori oneri diretti.

Dovrebbero essere soggetti all'imposta indiretta anche i settori della pesca e della navigazione da diporto, dato il loro contributo alla produzione di rifiuti marini. Questo anche nel caso in cui la capacità di stoccaggio dedicata dichiarata è sproporzionata o irragionevole. Tali iniziative dovrebbero essere accolte con favore ed è opportuno incoraggiare gli Stati membri a integrare i sistemi di recupero dei costi istituiti a norma della presente direttiva con i sistemi per la pesca dei rifiuti per coprire i costi dei rifiuti pescati passivamente.

La riduzione e l'efficiente riciclaggio dei rifiuti si conseguono principalmente mediante l'efficace separazione dei rifiuti a bordo, in linea con le suddette linee guida impianti per la raccolta di potenziali norme. Al tempo stesso, il traffico non è sufficientemente pianificato e regolare tale da poter usufruire di un'esenzione dal pagamento e dal conferimento dei rifiuti per questi motivi.

Al fine di ridurre gli oneri finanziari a carico del settore, dovrebbero essere applicate tariffe ridotte alle navi in base al tipo di traffico cui sono adibite. Per questo motivo i residui del carico non dovrebbero essere inclusi nei sistemi di recupero dei costi e nell'applicazione della tariffa indiretta.

I residui del carico comprendono inoltre i resti di carichi oleosi o di carichi liquidi nocivi dopo le operazioni di pulizia, a cui si applicano le norme in materia di scarico di cui agli allegati I e II della convenzione Impianti per la raccolta di potenziali e che, a determinate condizioni specificate in detti allegati, non occorre conferire nel porto al fine di evitare costi operativi inutili per le navi e la congestione dei porti.

Esso prevede norme sulla trasparenza del sistema di tariffazione applicato per l'uso dei servizi portuali, sulla consultazione degli utenti dei porti e sulla gestione delle procedure di reclamo. Al fine di evitare che l'applicazione di tale deroga comprometta l'obiettivo principale della presente direttiva, la sufficiente capacità di stoccaggio dovrebbe essere ulteriormente precisata, in particolare rispetto al successivo porto di scalo, e dovrebbe essere determinata in modo armonizzato, in base a impianti per la raccolta di potenziali metodologia e a criteri comuni.

Nei casi in cui è difficile stabilire se sono disponibili impianti portuali di raccolta adeguati nei porti al impianti per la raccolta di potenziali fuori dell'Unione, è essenziale che l'autorità competente valuti attentamente l'applicazione della deroga. La valutazione REFIT e la valutazione d'impatto hanno messo in luce che la mancanza di armonizzazione delle condizioni e dell'applicazione delle esenzioni ha provocato oneri amministrativi inutili per le navi e i porti.

La dichiarazione di La Valletta sulle priorità per la politica UE dei trasporti marittimi fino alapprovata dal Consiglio nelle sue conclusioni dell'8 giugnoha invitato la Commissione a proporre un seguito adeguato alla revisione di detta direttiva.

A tal fine l'IMO ha istituito una banca dati sugli impianti portuali di raccolta dei rifiuti nel proprio sistema integrato globale di informazione sul traffico marittimo "GISIS". Secondo tale procedura, una nave dovrebbe segnalare tali inadeguatezze all'amministrazione dello Stato di bandiera, che a sua volta ne deve informare impianti per la raccolta di potenziali e lo Stato impianti per la raccolta di potenziali approdo.

Lo Stato di approdo dovrebbe esaminare la segnalazione e rispondere adeguatamente, informando l'IMO e lo Stato di bandiera. La segnalazione diretta di tali informazioni sulle presunte inadeguatezze al sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione previsto dalla presente direttiva consentirebbe la successiva trasmissione delle suddette informazioni al sistema Impianti per la raccolta di potenziali, dispensando gli Stati membriin qualità di Stati di bandiera e di approdo, dall'obbligo di segnalazione all'IMO.

Dato che tale sottogruppo ha fornito preziosi orientamenti e consulenze alla Commissionesarebbe auspicabile costituire un analogo gruppo di esperti con il mandato di scambiare esperienze in merito all'attuazione della presente direttiva. La formazione iniziale e periodica del personale è essenziale per garantire la qualità dei servizi e la protezione dei lavoratori.

Le autorità portuali e degli impianti portuali di raccolta impianti per la raccolta di potenziali rifiuti dovrebbero provvedere affinché tutto il personale riceva la formazione necessaria ad acquisire le conoscenze essenziali per lo svolgimento delle proprie funzioni, con particolare attenzione per gli aspetti di salute e di sicurezza connessi alle attività che prevedono l'utilizzo di materiali pericolosi, e affinché i requisiti di formazione siano periodicamente aggiornati per rispondere alle sfide dell'innovazione tecnologica.

In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

I porti differiscono in base all'ubicazione geografica, alle dimensioni, all'assetto amministrativo e proprietario e sono caratterizzati dal tipo di navi che vi fanno scalo abitualmente. I sistemi di gestione dei rifiuti riflettono inoltre le differenze a livello comunale e dell'infrastruttura di gestione dei rifiuti a valle.

Per garantire l'adeguatezza e la disponibilità degli impianti portuali di raccolta, potrebbe essere opportuno che gli Stati membri adottino azioni a supporto degli operatori o delle autorità portuali delle suddette regioni dell'Unione per far fronte agli effetti degli svantaggi permanenti di cui a detto articolo.

Tali azioni messe a disposizione dagli Stati membri in tale contesto sono esenti dall'obbligo di notifica di cui all'articoloparagrafo 3, TFUE se, al momento della concessione, soddisfano le condizioni previste dal regolamento UE n.

La presente direttiva ha l'obiettivo di proteggere l'ambiente marino dagli effetti negativi degli scarichi dei rifiuti delle navi che utilizzano porti situati nel territorio dell'Unione e di garantire nel contempo il buon funzionamento del traffico marittimo migliorando la disponibilità impianti per la raccolta di potenziali l'uso di adeguati impianti portuali di raccolta dei rifiuti e il conferimento degli stessi presso tali impianti.

Ai fini della presente direttiva si applicano le seguenti definizioni :. Ai fini della presente direttiva, e per evitare ingiustificati ritardi per le navi, gli Stati membri possono decidere di escludere dai loro porti la zona di ancoraggio ai fini dell'applicazione degli articoli 6, 7 e 8.

Gli Stati membri adottano misure per garantire che, ove ragionevolmente possibile, le navi escluse dall'ambito di applicazione della presente direttiva conferiscano i loro rifiuti in accordo con la presente direttiva. Gli Stati membri privi di porti o di navi battenti bandiera che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva, con l'eccezione degli obblighi di cui al terzo comma del presente paragrafo, possono derogare alle disposizioni impianti per la raccolta di potenziali presente direttiva.

Gli Stati membri privi di porti che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva possono derogare alle disposizioni della presente direttiva che riguardano soltanto i porti. Gli Stati membri che intendono avvalersi delle deroghe di cui al presente paragrafo comunicano alla Commissione, entro … [data di recepimento della presente direttiva], se le pertinenti condizioni sono state soddisfatte e, successivamente, informano la Commissione con cadenza annuale di ogni eventuale modifica ulteriore.

Fino a quando gli Stati membri in questione non impianti per la raccolta di potenziali recepito e attuato la presente direttiva, essi non possono avere porti che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva e non possono autorizzare navi, comprese le imbarcazioni che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva a battere la loro bandiera. Gli Stati membri mettono a disposizione impianti portuali di raccolta adeguati a rispondere alle esigenze delle navi che utilizzano abitualmente il porto, senza causare loro ingiustificati ritardi.

Al fine di facilitare tale processo, gli impianti portuali di raccolta possono raccogliere le frazioni di rifiuti impianti per la raccolta di potenziali conformemente alle categorie di rifiuti stabilite nella convenzione MARPOL, tenendo conto delle sue linee guida. Gli Stati membriin qualità di Stati di bandiera, si avvalgono dei moduli e delle procedure stabilite dall'IMO per notificare all'IMO e alle autorità dello Stato di approdo le presunte inadeguatezze degli impianti portuali di raccolta.

Le autorità portuali interessate o, in mancanza di queste, le autorità competenti provvedono affinché le operazioni di conferimento o raccolta dei rifiuti siano realizzate adottando misure di sicurezza sufficienti per evitare rischi sia per le persone che per l'ambiente nei porti disciplinati dalla presente direttiva. Gli Stati membri garantiscono che tutte le parti coinvolte nel conferimento o nella raccolta dei rifiuti delle navi abbiano diritto al risarcimento del danno causato da ritardi ingiustificati.

Gli Stati membri garantiscono che per ciascun porto sia predisposto e attuato un adeguato piano di raccolta e di gestione dei rifiuti, previa consultazione delle parti interessate, tra cui, in particolare, gli utenti del porto o i loro rappresentanti e, se del caso, le autorità locali competenti, gli operatori dell'impianto portuale di raccolta, le organizzazioni che attuano gli obblighi di responsabilità estesi del produttore e i rappresentanti della società civile.

Tale consultazione dovrebbe avvenire sia durante la predisposizione del piano di raccolta e di gestione dei rifiuti sia dopo la sua adozione, in particolare qualora siano stati attuati cambiamenti significativi per quanto riguarda le prescrizioni di cui agli articoli 4, 6 e 7. Nell'allegato 1 figurano i criteri dettagliati per l'elaborazione del piano di raccolta e di gestione dei rifiuti. Gli Stati membri provvedono a comunicare agli operatori delle navi le seguenti informazioni riportate nei piani di raccolta e di gestione dei rifiuti in merito alla disponibilità di adeguati impianti di raccolta nei loro porti e come sono strutturati i costie a renderle disponibili al pubblico e facilmente accessibili in una lingua ufficiale dello Stato membro in cui si trova il porto e, se del caso, in una lingua usata internazionalmente :.

Le informazioni di cui al primo comma del presente paragrafo sono rese disponibili anche per via elettronica e aggiornate nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo Ove necessario per motivi di efficienza, i piani di raccolta e di gestione dei rifiuti possono essere elaborati congiuntamente da due o più porti limitrofi nella stessa regione geografica con l'adeguata partecipazione di ciascun porto, purché siano specificate per ogni singolo porto l'esigenza e la disponibilità degli impianti portuali di raccolta.

Tali cambiamenti possono comprendere modifiche strutturali del traffico diretto al porto, sviluppo di nuove infrastrutture, modifiche della domanda e della fornitura di impianti portuali di raccolta e nuove tecniche di trattamento a bordo. Gli Stati membri controllano l'attuazione del piano di raccolta e di gestione dei rifiuti del porto.

I piccoli porti non commerciali, che sono caratterizzati soltanto da un traffico sporadico o scarso di imbarcazioni da diporto, possono essere esentati dai paragrafi da 1 a 4 se i loro impianti portuali di raccolta sono integrati nel sistema di gestione dei rifiuti comunale e se gli Stati membri in cui tali porti sono situati garantiscono che le informazioni relative al sistema di gestione dei rifiuti siano messe a disposizione degli utenti dei porti stessi.

Gli Stati membri in cui tali porti sono situati ne comunicano il nome e l'ubicazione per via elettronica nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo Le informazioni della notifica anticipata dei rifiuti sono disponibili a bordopreferibilmente in formato elettronico, almeno fino impianti per la raccolta di potenziali successivo impianti per la raccolta di potenziali di scalo e, su richiesta, sono messe a disposizione delle autorità competenti degli Stati membri.

Al momento del conferimento l'operatore dell'impianto portuale di raccolta o l'autorità del porto cui i rifiuti sono stati conferiti compila in modo autentico e accurato il modulo di cui all'allegato 3 "ricevuta di conferimento dei rifiuti" e fornisce, senza ingiustificati ritardi, la ricevuta di conferimento dei rifiuti al comandante della nave.

Al fine di garantire l'uniformità per l'applicazione della deroga di cui alle lettere a e b del primo comma, la Commissione adotta atti di esecuzione al fine di impianti per la raccolta di potenziali i metodi da utilizzare per il calcolo della sufficiente capacità di stoccaggio dedicata. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 20, paragrafo 2.

Uno Stato membro chiede alla nave di conferire, prima della partenza, tutti i propri rifiuti se:. Il paragrafo 4 si applica fatte salve prescrizioni più rigorose a carico delle navi, adottate in base al diritto internazionale. Gli Stati membri assicurano che i costi degli impianti portuali per impianti per la raccolta di potenziali raccolta e il trattamento dei rifiuti delle navi, diversi dai residui del carico, siano recuperati mediante la riscossione di tariffe a carico delle navi.

Tali costi comprendono gli elementi di cui all'allegato 4. I sistemi di recupero dei costi non costituiscono un incentivo per le navi a scaricare i loro rifiuti in mare. A tale scopo gli Stati membri applicano tutti i seguenti principi nell'elaborazione e nel funzionamento dei sistemi di recupero dei costi:. L'eventuale parte dei costi non coperta dalla tariffa indiretta è recuperata in base ai tipi e ai quantitativi di rifiuti effettivamente conferiti dalla nave.

Le tariffe possono essere differenziate sulla base dei seguenti elementi :. Le tariffe sono ridotte sulla base dei seguenti elementi :. Entro … [12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente direttiva ], la Commissione adotta atti di esecuzione volti a definire i criteri per stabilire che impianti per la raccolta di potenziali nave osserva le prescrizioni di cui alla lettera b del impianti per la raccolta di potenziali commain merito alla gestione dei rifiuti a bordo della nave.

Al fine di garantire che le tariffe siano eque, trasparenti, facilmente identificabili e non discriminatorie e che rispecchino i costi degli impianti e dei servizi resi disponibili e, se del caso, utilizzati, l'importo delle tariffe e la base sulla quale sono state calcolate sono messi a disposizione degli utenti dei porti nei piani di raccolta e di gestione dei rifiuti in una lingua ufficiale dello Stato membro in cui è ubicato il porto e, se del caso, in una lingua usata internazionalmente.

Gli Stati membri provvedono alla raccolta dei dati di monitoraggio riguardanti il volume e la quantità dei rifiuti accidentalmente pescati e li trasmettono alla Commissione.

La Commissione adotta atti di esecuzione per definire le metodologie sui dati di monitoraggio e il formato delle relazioni. Qualora sia concessa l'esenzione, lo Stato membro in cui è situato il porto rilascia un certificato di impianti per la raccolta di potenziali, in base al formato di cui all'allegato 5, che conferma che la nave rispetta le condizioni e gli impianti per la raccolta di potenziali necessari all'applicazione dell'esenzione stessa e ne attesta la durata.

Le informazioni di cui al certificato di esenzione sono riportate per via elettronica dagli Stati membri nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo Gli Stati membri provvedono al monitoraggio e alla corretta applicazione degli accordi in essere relativi alle navi soggette a esenzioni che fanno scalo nei loro porti per il conferimento e il pagamento.

Fatta salva l'esenzione concessa, una nave non procede verso il successivo porto di scalo se è presente un'insufficiente capacità di stoccaggio dedicata a tutti i rifiuti che sono già stati accumulati e che saranno accumulati nel corso del viaggio previsto della nave fino al successivo porto di scalo. Gli Stati membri provvedono a ispezioni, anche casuali, per qualsiasi nave per verificarne la conformità alla presente direttiva.

Gli Stati membri rispettano il paragrafo 1 del presente articolo selezionando le navi mediante il meccanismo unionale impianti per la raccolta di potenziali sul rischio.