Il sesso e lo stupro in campo militare

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Gli atteggiamenti e i comportamenti riferibili alla sessualità nell' antica Roma sono stati variamente descritti nell' arte romananella letteratura latina e il sesso e lo stupro in campo militare Corpus Inscriptionum Latinarum ; in misura minore anche da reperti di archeologia classicaquali manufatti di arte erotica vedi ad esempio l' arte erotica a Pompei e Ercolano e di architettura romana.

È stato talvolta ipotizzato che la "licenza sessuale illimitata" fosse una il sesso e lo stupro in campo militare caratteristiche più peculiari del mondo Romano antico il sesso e lo stupro in campo militare : " La sessualità degli antichi Romani non ha mai avuto buona stampa in Occidente, da quando si è verificato il predomino culturale del cristianesimo. Nella fantasia popolare e nella cultura di massa questa è sinonimo di licenziosità e il sesso e lo stupro in campo militare sessuale " [2].

Lo studioso e filosofo francese Michel Foucaultnella sua opera Storia della sessualitàha considerato la realtà sessuale in tutto il mondo greco-romano come severamente disciplinata dalla moderazione e dall'arte di gestire il piacere sessuale [8]. L'ideale corrispondente al termine "Vir" per la donna era la pudicitiaspesso tradotta come castità o modestia; il sesso e lo stupro in campo militare essa rappresentava in realtà anche una qualità personale più pro-positiva e finanche competitiva, che doveva ben raffigurare sia il fascino che l'auto controllo di cui doveva essere dotata per Natura il sesso e lo stupro in campo militare matrona romana [10].

Le donne delle classi superiori avrebbero dovuto essere colte, forti di carattere, ed attive nell'impegnarsi a mantenere la posizione il sesso e lo stupro in campo militare proprio clan familiare all'interno della società civile [11]. Ma, tranne pochissime eccezioni, la letteratura ha conservato nei riguardi della sessualità solamente le voci dei colti patrizi di sesso maschile; è sopravvissuta quindi soltanto una parte del "discorso sessuale" presente nell'antica Roma.

L' arte visiva era invece solitamente creata da individui di status sociale inferiore e rappresentanti di una gamma etnica più ampia di quella più prettamente letteraria; ma essa si è anche trovata a doversi adattare al gusto ed alle inclinazioni di coloro che erano abbastanza ricchi da permettersela e che potevano includere durante l'epoca imperiale anche alcuni liberti [12] ; pertanto, anche in tal caso, non risulta essere completamente affidabile.

Alcuni atteggiamenti e comportamenti di natura sessuale ben presenti all'interno della cultura romana differiscono notevolmente da quelli della successiva cultura occidentale [13]. La religione romana ad esempio promuoveva la sessualità come uno degli aspetti fondamentali di prosperità per l'intero Stato; singoli individui potevano rivolgersi alla pratica religiosa privata, o anche alla magiaper migliorare la loro vita erotica o la salute e capacità riproduttiva; inoltre la prostituzione nell'antica Roma era legale, pubblica e diffusa.

Soggetti artistici che oggi definiremmo senza esitazione come pornografia erano ampiamente presenti tra le collezioni d'arte delle famiglie più rispettabili e di il sesso e lo stupro in campo militare status sociale [14]. Si riteneva del tutto naturale, e il fatto in sé era "moralmente" irrilevante, che un uomo adulto potesse essere attratto sessualmente da adolescenti di entrambi i sessi; la pederastia veniva tranquillamente accettata fintanto che essa riguardava partner maschili - anche giovanissimi - che non fossero cittadini romani, quindi coloro che non erano nati liberi o attualmente in una condizione di schiavitù.

La dicotomia moderna di eterosessuale ed omosessuale non costituiva in alcuna maniera la distinzione primaria del pensiero romano nei riguardi della sessualità ed in lingua latina non esistono neppure parole indicanti gli attuali termini [15] che vengono a distinguere nella sua totalità l' identità di genere o l' orientamento sessuale.

Nessuna censura morale vigeva contro l'uomo che godesse degli atti sessuali compiuti con donne o altri uomini di livello inferiore al suo; a patto che questi comportamenti non venissero a rivelare carenze o eccessi nel carattere, né violassero i diritti e le prerogative degli altri coetanei maschi. Era invece la caratteristica dell' effeminatezza a venir percepita in maniera unanimemente negativa, con casi divenuti celebri di denuncia letteraria pubblica a mo' di scherno e invettiva; questo poteva accadere particolarmente all'interno della retorica politica, quando si accusavano spesso e volentieri gli avversari di essere effemminati, cioè affetti da forti carenze caratteriali e pertanto del tutto inaffidabili anche per quel che concerneva la gestione della cosa pubblica.

Il sesso praticato con moderazione con prostitute o giovani schiavi maschi non è mai stato considerato come improprio o un rischio che potesse il sesso e lo stupro in campo militare l'intrinseca mascolinità, costitutiva dell'uomo romano adulto; l'importante era che il cittadino assumesse sempre il ruolo sessuale attivo e mai quello passivo vedi attivo e passivo nel sesso.

L' ipersessualità tuttavia è stata d'altro canto condannata sia moralmente che come patologia medica, questo sia negli uomini che nelle donne. La componente femminile della società era solitamente tenuta ad un codice morale più rigoroso rispetto alla sua controparte maschile [16] ; relazioni omosessuali tra donne sono scarsamente documentate, ma la sessualità femminile in genere è stata ampiamente celebrata o insultata, a seconda dei casi, in tutta la letteratura latina.

Anche la rilevanza stessa data alla parola "sessualità" nella cultura romana antica è stata da alcuni contestata ed è oggetto di disputa [20]. La letteratura antica concernente la sessualità romana rientra principalmente in quattro categorie: testi giuridici, medici, poetici e politici [21].

Riferimenti a tipologie di espressività sessuale ci provengono dalla commedia del teatro latinodalla satiradalla poesia amorosa e dall' invettivadai graffiti, dagli incantesimi magici e dalle iscrizioni; tali forme culturali considerate come minori nell'antichità hanno avuto molto più da dire nei riguardi della sessualità che i generi cosiddetti più elevati della tragedia e dell' epica.

Varie informazioni sulla vita sessuale della popolazione è sparsa anche nella storiografia nei riguardi di personalità conosciutenell' oratoria e in alcuni testi filosofici, oltre che negli scritti di medicina, agricoltura e di altri argomenti tecnici [22].

I testi di diritto romano si soffermano su quei comportamenti che si volevano disciplinare o vietare, senza necessariamente indicare quel che le persone realmente facevano o meno [23].

I principali autori latini le cui opere hanno contribuito significativamente alla comprensione della sessualità nell'antica Roma comprendono:.

Manuali sessuali greci, ma anche semplici testi di natura pornografica [25] sono stati pubblicati sotto il nome di famose etere -cortigiane e diffusi ampiamente. A seguito della battaglia di Carre nel 53 a. L' arte erotica a Pompei e Ercolanorinvenuta solamente a partire dal tardo XVIII secoloè una ricca fonte di indizi sulla natura della sessualità nell'antica Roma, anche se non del tutto priva di ambiguità; alcune delle immagini paiono difatti contraddire almeno in parte le preferenze il sesso e lo stupro in campo militare sottolineate in letteratura, ma potevano queste essere destinate ad un intento satirico, per provocare quindi il riso o alternativamente per sfidare gli atteggiamenti convenzionali seguiti [28].

Oggetti di uso quotidiano quali specchi e vasi in ceramica sigillata potevano essere decorati con scene decisamente erotiche le quali potevano andare dalle eleganti danze compiute in abiti succinti a disegni espliciti di penetrazione sessuale [29].

Dipinti erotici sono stati trovati nelle case più rispettabili della nobiltà romana, come nota Ovidio: "vi è un piccolo dipinto -tabella [30] raffigurante varie tipologie di accoppiamenti Questa Venere carica di erotismo appare tra le vari immagini che un intenditore d'arte potrebbe sicuramente apprezzare [32]. Tutta una serie di dipinti rinvenuti all'interno delle terme suburbane di Pompei, scoperti solo nel e pubblicati in riproduzione nelpresentano una varietà di scenari erotici che paiono destinati a divertire lo spettatore con rappresentazioni sessuali assai scandalose, tra cui un ampio numero di posizioni sessualisesso orale e sesso di gruppo eterosessuale, omosessuale e lesbico a scelta [33].

L'arredamento di una camera da letto romano poteva riflettere letteralmente il suo uso sessuale: il poeta augusteo Orazio possedeva presumibilmente una stanza con le pareti interamente ricoperte di specchi, di modo che quando aveva la compagnia di una prostituta poteva osservarla da tutte le angolazioni possibili [34]. L'imperatore Tiberio aveva il sesso e lo stupro in campo militare camere da letto decorate con i più lascivi e sconci dipinti e sculture, ma veniva rifornito costantemente di "guide del sesso" ricche di consigli e proposte scritte appositamente per lui dal medico greco Elefantide [35].

Nel II secolo si è verificato il sesso e lo stupro in campo militare autentico boom di testi riguardanti la sessualità, scritti sia in lingua greca che in lingua latinaassieme ai romanzi d'amore [36] ; ma questo discorso franco e sincero sulla sessualità scompare quasi del tutto dalla letteratura successiva, con i temi sessuali che vengono riservati riservati alla scrittura medica o alla teologia cristiana.

Nel III secolo il celibato era divenuto un ideale per un crescente numero di fedeli cristiani; gli stessi padri della Chiesa come Tertulliano e Clemente di Alessandria hanno disquisito sul fatto che anche il sesso coniugale dovesse essere consentito solamente per la procreazione.

Nel martirologio la sessualità viene descritta come una delle peggiori torture rivolte contro la santa castità del cristiano [37]soffermandosi anche sugli atti di mutilazione sessuale in particolare i seni a cui venivano sottoposte in special modo le donne [38]. La sessualità è in ogni caso una categoria importante del pensiero religioso romano [40]. Il complemento di maschile e femminile è stato di particolare importanza per la definizione del concetto romano di divinità.

I Dei Consenti erano un consiglio di coppie divine maschio-femmina equivalenti in qualche misura alle dodici maggiori divinità Greche vedi gli Olimpi [41]. Almeno due tra i "sacerdozi statali" erano svolti congiuntamente da una coppia di coniugi [42]. Le vergini Vestali, uno status sacerdotale riservato alle donne, prendendo il voto di castità perenne veniva concessa loro una relativa indipendenza dal controllo maschile; tra gli oggetti religiosi di maggior pregio che avevano in custodia vi era anche il "fallo sacro" [43].

Gli uomini che servivano nei vari collegium di sacerdoti vedi pontefice storia romana avrebbero dovuto in ogni caso sposarsi e crearsi una famiglia. Cicerone ha dichiarato che il desiderio di procreare era il vivaio della repubblica, causa prima per l'esistenza di quella forma di istituzione sociale chiamata matrimonio ; a sua volta la casa- domus rappresentava l'unità familiare ch'era il mattone della vita urbana [45].

Molte delle festività romane stagionali contenevano in sé degli elementi sessuali: i Lupercalia del mese di febbraio sono stati celebrati fino al V secolo ed includevano un rito arcaico di fertilità; mentre i Floralia erano caratterizzati da danze che si svolgevano tra persone nude.

In alcune tra le più importanti feste religiose del mese di aprile, partecipavano e venivano ufficialmente riconosciute anche le prostitute.

Le connessioni esistenti tra riproduzione umana, prosperità generale e benessere dello Stato vengono ben incarnate dal culto romano di Venereche si differenzia dalla sua controparte Greca Afrodite soprattutto per il suo ruolo di madre dell'intero popolo romano, questo attraverso il figlio per metà mortale Enea [46].

Durante il periodo delle guerre civili degli anni a. Lucio Cornelio Sillain procinto d'invadere il proprio stesso paese con le legioni assoggettate al proprio comando, ha fatto emettere una moneta raffigurante una Venere incoronata in qualità di suo personale nume tutelareaffiancata da un Cupido in possesso di un rametto di Palma segno di vittoria.

Sul retro vi erano tropaion trofei militari assieme a simboli degli àugurisacerdoti statali che svelano il volere degli dei. L' iconografia collega quindi la il sesso e lo stupro in campo militare dell'amore col buon augurio di successo militare e con l'autorità religiosa.

Il dittatore romano assunse anche il titolo di Epafrodito-appartenente ad Afrodite [47]. Il fascinus fallico era onnipresente nella cultura romana ed appare praticamente su ogni tipo di oggetto, dai gioielli agli antichi campanelli eoliche o tintinnabulum fino alle lampade [48] ; era inoltre un potente amuleto atto a proteggere i bambini [49] e ai generali che celebravano il proprio trionfo [50].

Il dio Liber versione latina di Dioniso si prendeva cura, tra le altre cose, anche delle "risposte fisiologiche" durante l'atto sessuale. Vi erano infine tutta una serie di divinità atte a supervisionare ogni aspetto della relazione amorosa, dal concepimento fino al parto [51]. La mitologia classica tratta spesso di temi sessuali anche molto impegnativi, quali adulterioincesto e stupro ; l'arte e la letteratura hanno proseguito con la scuola alessandrina la trattazione di figure mitologiche erotiche le quali compivano in modo molto umano, ma anche umoristico, atti sessuali in seguito del tutto rimossi dalla dimensione religiosa [53].

La parola latina castitas, da cui deriva l'attuale castitàè un sostantivo astratto che denota "una purezza morale e fisica di solito in un contesto specificamente religioso" e a volte, ma non sempre, riferendosi specificatamente alla castità sessuale [54].

Il sesso e lo stupro in campo militare rituali di Cerere concernevano sia la castitas che la sessualità, incarnando la Dea anche la maternità ; la torcia portata in suo onore in processione durante lo svolgersi del corteo nuziale era associata alla purezza sessuale della sposa [55]. Vesta era la divinità primaria del pantheon romano associata al il sesso e lo stupro in campo militare di castitas, ed era essa stessa una Dea vergine; le sue sacerdotesse vestali dovevano mantenersi vergini per tutta la vita, avendo fatto voto di rimanere nubili.

La violazione ad esempio del voto di castità professato da una Vestale era considerato come incestum: la punizione riguardava sia la donna che l'uomo che la rendeva impura attraverso il rapporto sessuale, sia che l'atto fosse stato consensuale che ottenuto con la forza.

Lei veniva seppellita viva, lui lapidato nel Foro. La perdita di castitas di una vestale equivaleva alla rottura del patto stipulato tra Roma e gli dei, la pax deorum [57] e veniva generalmente accompagnata dall'osservazione di cattivi presagi -prodigia. L'accusa d'incestum che veniva a coinvolgere una vestale poteva spesso coincidere con una situazione di agitazione politica e con pericoli di sommosse [58]. Marco Licinio Crasso venne assolto dall'accusa d'aver commesso incestum con una vestale che condivideva il proprio nome di famiglia [59].

Quello che oggi s'intende per rapporti incestuosi erano solo una delle forme di incestum [54]a volte tradotto anche come sacrilegio.

Nel diritto romanoma anche nella morale vigente comune, lo stuprum è il rapporto sessuale illecito, traducibile come "depravazione criminale" [61] o crimine sessuale [62] ; esso viene a comprendere diversi reati di natura sessuale, tra cui vi è anche "l'atto sessuale illegale ottenuto con la forza" [63] e l'adulterio uno stupro morale rivolto contro il coniuge.

Proprio la protezione contro la cattiva condotta sessuale è sempre stato tra i diritti legali che maggiormente contraddistinguono il cittadino dal non-cittadino [65]. Nel diritto romano il termine raptio viene utilizzato principalmente per indicare il rapimento o sequestro [66].

Il mitico ratto delle Sabine rappresenta un sequestro della sposa o rapimento a scopo matrimoniale in cui la violazione sessuale delle donne diviene un problema del tutto secondario. Il sequestro di una ragazza non sposata dalla casa di suo padre era in certi casi una "fuga di coppia" messa in atto in quanto non vi era il permesso paterno alla celebrazione delle nozze.

Leggi relative alla violenza sessuale azioni sessuali commesse con violenza o coercizione sono state codificate per la prima volta solo verso la fine dell'era repubblicana, mentre il rapimento avvenuto con lo scopo di commettere un reato sessuale è emerso come distinzione giuridica [67].

L'aiuto divino poteva essere ricercato anche tramite rituali religiosi privati che avvenivano, associati a lunghi trattamenti medici, col compito di migliorare o bloccare la fertilità, o per cerar di curare malattie degli organi riproduttivi.

Antiche teorie riguardanti l'ambito sessuale sono stati prodotti da e per un'élite istruita. La misura in cui queste teorizzazione del sesso abbia effettivamente interessato il comportamento quotidiano rimane discutibile, anche tra coloro che fossero stati attenti agli scritti filosofici e medici che hanno presentato tali opinioni. Nel IV libro di [Lucrezio], il De rerum natura viene fornito uno dei passaggi più estesi sulla sessualità umana nella letteratura latina.

Yeats descrivendo la traduzione da John Dryden l'ha definita la più bella descrizione del rapporto sessuale mai scritto [68]. Lucrezio era contemporaneo di Catullo e di Cicerone verso la metà del I secolo a. L'epicureismo era materialista e dedito all' edonismo ; il sommo bene qui è il piacere, definito come l'assenza di dolore fisico e stress emotivo. L'epicureo cerca di gratificare i suoi desideri con il minimo dispendio di passione e fatica.

I desideri sono classificati come quelli che sono naturali e necessari, come la fame e la sete; quelli che sono naturali ma non necessari, come il sesso; e quelli che non sono né naturali né necessari, compreso il desiderio di dominare sugli altri e glorificare se stessi [69].

È in questo contesto che Lucrezio presenta la sua analisi dell'amore e del desiderio sessuale, che contrasta l'ethos erotico di Catullo e ha influenzato i poeti d'amore del periodo augusteo [70].

Durante tutta l'epoca repubblicana la libertà politica di un cittadino romano "Libertas" è stata definita in parte dal diritto come un preservare il corpo dalla costrizione fisica, il che comprendeva sia la punizione corporale che l' abuso sessuale [71]. La mentalità di conquista faceva parte di un vero e proprio culto della virilità che, in particolare, dava forma alle "regole" il sesso e lo stupro in campo militare le pratiche omosessuali [74].

Ci si aspettava ed era socialmente accettabile per un maschio romano nato libero il voler intrattenere rapporti intimi con partner di entrambi i sessi, questo almeno fintanto che egli prendeva ed assumeva su di sé il ruolo dominante [75]. Oggetti consentiti del desiderio erano quindi le donne di qualsiasi condizione sociale o giuridica, coloro che esercitavano la prostituzione maschile o gli schiavi, mentre i comportamenti sessuali al di fuori dal vincolo matrimoniale dovevano essere limitati a schiavi e prostitute o, meno frequentemente, ad una concubina.

La dissoluzione degli ideali repubblicani di interità fisica in relazione alla Libertas contribuisce e viene riflessa dalla licenza sessuale e dalla decadenza associata con l'Impero [80]. La nudità è uno dei temi principali di questa festa religiosa che attira l'attenzione di Ovidio nei Fastiil suo lungo forma poema sul calendario romano il sesso e lo stupro in campo militare. Connotazioni negative di nudità includono la sconfitta in guerra, dal momento che i prigionieri sono stati spogliati, e la schiavitù, dal momento che gli schiavi in vendita sono stati spesso esposti nudi.

La disapprovazione nei confronti della nudità era quindi nei tutta nei confronti della "marcatura" ch'essa dava al corpo esser nudi marchiava d'indegnità il corpo deprivandolo della nobiltà che lo caratterizza in quanto cittadino; questo significato era molto più presente rispetto a quello d'esser una mera questione di cercare di reprimere il desiderio sessuale considerato inadeguato [84].

L'influenza proveniente dall'arte greca tuttavia ha portato sempre più a creare ritratti di nudità eroica riferibili sia agli uomini che alle il sesso e lo stupro in campo militare romane, pratica questa che ha avuto inizio nel II secolo a. Nella prima arte augustea e giulio-claudia l'adozione programmatica dello stile neoattico e dell' arte ellenistica ha portato alla più complessa significazione del corpo maschile mostrato nudo, parzialmente nudo oppure indossante una lorica musculata o corazza eroica [86].

Il sesso e lo stupro in campo militare notevole eccezione nei confronti della nudità in pubblico riguardava le termepurtuttavia anche in quest'ambito gli atteggiamenti sono cambiati nel corso del tempo. Nel II secolo a. Catone il Vecchio preferiva non fare il bagno nudo alle terme in presenza del figlio, mentre Plutarco pare sottolineare il fatto che nei suoi tempi e in quelli immediatamente precedenti poteva esser ritenuto assai vergognoso per gli uomini maturi esporre i loro corpi davanti a maschi più giovani [87].

In seguito vi fu addirittura la possibilità per uomini e donne di fare il bagno assieme [88]. Il "fallo" simbologia del pene in erezione doveva avere il potere di scacciare il malocchio ed altre forze soprannaturali malefiche; è stato utilizzato come amuleto dalle capacità "fascinatorie" fascinusdi cui sopravvivono molti esempi in particolare sotto forma di tintinnabulum [90].

Il fallo dalle dimensioni e dalla lunghezza esagerata è stato associato nell' arte romana col dio Priapodivinità itifallica per eccellenza. La raccolta poetica di autori anonimi intitolata Carmina Priapea fa parlare direttamente il "dio dei giardini", che minaccia allegramente di stupro tramite sesso anale qualsiasi ladro potenziale e chiunque si azzardi ad oltrepassare i confini della casa quando non ben accetto dai padroni.

Ci sono all'incirca termini latini registrati per indicare metaforicamente l'organo sessuale maschile e nella stragrande maggioranza dei casi questi vengono a descrivere il sesso del maschio come uno strumento d'aggressione, quando non come una vera e propria arma [91]. L'oscenità più comune per chiamare il pene è "mentula", molto utilizzato da Marziale al posto di termini più gentili o soft.