Quando il sesso era lAIDS

Giuseppe Cruciani: 'Se fai sesso senza protezione e becchi l'HIV la colpa è tua'

Phin e Jake e Sachs

La sindrome da immunodeficienza acquisita da cui l' acronimo SIDA utilizzato nei Paesi di lingua francesespagnola e portoghesedi rado in italiano ; [1] in inglese Acquired Immune Deficiency Syndromeda cui l'acronimo AIDSnormalmente utilizzato anche in italiano è una malattia del sistema immunitario umano causata dal virus dell'immunodeficienza umana HIV.

La malattia interferisce con il sistema immunitario limitandone l'efficacia, rendendo le persone colpite più suscettibili alle infezioniin particolare a quelle opportunistichee allo sviluppo di tumori. Questa vulnerabilità aumenta con il progredire della malattia. L'HIV si trasmette in molti modi, ad esempio tramite i rapporti sessualitrasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e tramite trasmissione verticale tra madre e bambino durante la gravidanzail parto e l' allattamento al seno.

La malattia è un importante problema sanitario in molte parti del mondo e la sua diffusione è considerata una pandemia. La ricerca genetica indica che l'HIV abbia avuto origine in Africa centro - occidentale nel corso del ventesimo secolo. Il trattamento antiretrovirale riduce sia i morti che le nuove infezioni, ma questi farmaci sono costosi e non sono disponibili in tutti i paesi. Vi sono prove che gli esseri umani che partecipano ad attività di caccia e di vendita di pelli di scimmia, abbiano contratto occasionalmente il SIV.

Per spiegare la nascita di epidemie di HIV negli umani solo da quel momento, vi sono quando il sesso era lAIDS teorie: cambiamenti sociali dopo il colonialismo [15]la trasmissione tramite vaccinazioni contro il vaiolo con aghi non sterili [16] [17] e la prostituzione con la concomitante alta frequenza di malattie ulcerative dei genitali come quando il sesso era lAIDS sifilide nelle nascenti città coloniali. La identificazione positiva del virus HIV-1 viene dal Congo nel e gli studi genetici del indicano che il virus è passato nella popolazione umana dagli scimpanzé circa cinquant'anni prima.

Nel si ebbe una svolta quando fu messa in commercio la prima terapia che arrestava gli effetti mortali del virus: la mortalità, nel corso degli anni successivi e degli sviluppi farmacologici, decrebbe drasticamente, ma in contemporanea il virus raggiunse alcuni paesi più poveri del terzo mondodove milioni di persone sono decedute nell'impossibilità di accedere alle costose cure. I fattori principali della sua diffusione sono la trasmissione sessuale e la trasmissione verticale da madre a figlio alla nascita e attraverso il latte materno.

Si stima che circa 2,5 milioni range tra gli 1. L' Africa subsahariana rimane di gran lunga la regione più colpita. Negli Stati Uniti, le giovani donne afro-americane sono a rischio particolarmente elevato per l'infezione da HIV. Ci sono anche differenze geografiche nella prevalenza AIDS negli Stati Uniti, è infatti più comune nelle grandi aree metropolitane della costa orientale e nella California e nelle quando il sesso era lAIDS urbane del profondo sud.

Nei paesi dell' Europa dell'Est e dell' Asia centrale si stima che vi siano, nel1,5 milioni di persone sieropositive e che nello stesso anno Il tasso medio annuo di contaminazioni accidentali con liquidi biologici era di 1,3 infortuni medi per lavoratore. HIV è un retrovirus del genere lentiviruscaratterizzato cioè dal dare origine a infezioni croniche, che sono scarsamente sensibili alla risposta immunitaria quando il sesso era lAIDS evolvono lentamente ma progressivamente e che, se non trattate, possono avere un esito fatale.

Il primo dei due è prevalentemente localizzato in EuropaAmerica e Africa centrale. HIV-2, invece, si trova per lo più in Africa occidentale. Dagli inizi dell' epidemiasono state individuate principalmente tre vie di trasmissioni dell'HIV, tutte riguardanti la penetrazione diretta di sangue o altre secrezioni infette nel circolo ematico di un soggetto sano.

HIV è un virus a bassa contagiositàche per trasmettersi ha bisogno di un'elevata concentrazione di particelle virali vitali. Tale condizione si realizza pressoché esclusivamente nel sangue e nelle secrezioni genitali, in particolare lo sperma ; in misura quando il sesso era lAIDS, ma comunque sufficiente, nelle secrezioni vaginali.

L'immissione di sangue infetto nel circolo di un soggetto sano genera un'infezione pressoché certa. Questo tipo di contagio è stato molto frequente prima della messa a punto del test HIVtramite trasfusioni di sangue infetto ad esempio per pazienti emofiliacitrapianti di organi di donatori infetti e accidentali casi di ferimento con strumenti quali rasoi, aghi anche da tatuaggio o bisturi appena venuti in contatto con materiale infetto, soprattutto in ambito professionale incidenti di laboratorio.

Lo scambio di sangue fu inoltre responsabile dell'esplosione dell'epidemia tra tossicodipendenti da eroinatramite lo scambio di siringhe usate.

Il crollo dell'uso dell' eroina nei paesi occidentali ha drasticamente ridotto l'incidenza di questa forma di contagio in tali zone, sebbene quando il sesso era lAIDS a rischio ampie fasce di consumatori concentrati soprattutto nell'Europa dell'est e nei paesi emergenti quando il sesso era lAIDS. Oggi la maggior parte delle nuove infezioni del virus dell'HIV avviene attraverso rapporti sessuali penetrativi non protetti, sia etero che omosessuali.

La donna diventa più infettante in presenza di sangue mestrualeinfezioni o infiammazioni vaginali. I rapporti anali rappresentano un maggior rischio di contagio, per la maggiore facilità con cui creano microtraumi e per la natura della mucosa rettale, strutturalmente meno idonea a contrastare l'impianto dell'infezione. Lo stesso pene è dotato di mucose che possono presentare ulcere e piaghe dovute ad altri tipi di patologie, e che possono lacerarsi durante i rapporti sessuali entrando in contatto con sangue e secrezioni infette, rendendo rischioso quindi anche il ruolo attivo.

L'ispessimento della pelle in seguito alla circoncisione abbassa notevolmente ma non esclude i quando il sesso era lAIDS di tale tipo di contagio. Il preservativoimpedendo il contatto tra mucose genitali e secrezioni potenzialmente infette, è un presidio sanitario di provata efficacia: il suo uso corretto rende il sesso sicuro e impedisce il contagio da tutte le malattie sessualmente trasmissibili[48] benché alcuni studiosi tra cui Edward Green [51] abbiano obiettato che, pur con l'uso di preservativi, la gran parte degli sforzi internazionali per contenere la pandemia, in quando il sesso era lAIDS nei paesi emergenti, sarebbe fallita.

Il preservativo come mezzo di prevenzione, a parere di costoro, sarebbe poco utile poiché spingerebbe gli individui ad assumere maggiori rischi nei rapporti sessuali generando un falso senso di protezione atteggiamento definito di "compensazione del rischio" o "disinibizione". Le pratiche di sesso non penetrativo non possono essere definite prive di rischi in assoluto, sebbene le segnalazioni di contagio sicuramente attribuibili ad esse abbiano un valore del tutto aneddotico e di eccezionale rarità.

Non esistono dimostrazioni della contagiosità mediante fellatio : esiste sicuramente una plausibilità biologica del contagio, ma l'esperienza medica parla di un rischio ridotto. Il rischio è oggettivamente nullo in assenza di contatto con lo sperma o per chi riceve la fellatio, anche se chi la pratica è un sieropositivo contagioso.

L'uso del preservativo annulla qualsiasi possibilità di contagio. Stesse considerazioni valgono per quando il sesso era lAIDS cunnilingusanche se non esistono sufficienti casi accertati di contagio attraverso questa pratica sessuale. Barriere di lattice come la superficie di un profilattico aperto con un taglio longitudinale o di pellicola plastica eliminano qualsiasi rischio.

Rimmingfist fucking e golden shower possono essere teoricamente foriere di contagio HIV solo se tracce di sangue o di sperma infetto entrano in contatto con feriteulcerazioni o piaghe della pelle quando il sesso era lAIDS delle mucose di una persona sana.

Si tratta di una considerazione generale che vale per qualsiasi tipo di contatto, anche accidentale. Sia il liquido amniotico che il latte materno hanno infatti un'alta concentrazione di virus. Un sieropositivo che vuole diventare padre con una compagna sieronegativa rischia di infettare la compagna, ma se essa non viene contagiata non c'è pericolo per il nascituro: l'infezione si quando il sesso era lAIDS infatti solo da madre a figlio e non dal padre.

Esistono dei procedimenti per escludere la contagiosità del seme il cosiddetto "lavaggio dello quando il sesso era lAIDS e permettere una fecondazione in tutta sicurezza per la madre.

L'HIV è stato trovato nella salivalacrime e urina di individui infetti, ma vista la bassa concentrazione del virus in questi liquidi biologici, il rischio di trasmissione è considerato trascurabile.

Lo stesso vale per tossesudoremuco e feci. Il virus non si trasmette tramite contatti come strette di mano, abbracci, baci, morsi, graffi [64] né tramite l'uso di rasoi o spazzolini da denti quando il sesso era lAIDS persone sieropositive se privi di tracce ematicheanche se è comunque sempre consigliabile l'uso di strumenti di igiene personale individuali. La zanzara femmina il maschio non punge dopo aver nutrito le uova nel proprio addome con il sangue aspirato, riposa per circa 24 ore, tempo sufficiente alla scomparsa del virus dall'insetto madre.

Anche qualora la zanzara punga due individui in successione di cui il primo sieropositivo, anche se altamente infetto e anche se con ripetute punture, la possibilità di contagio trasmissione meccanica è nulla perché il canale attraverso cui viene iniettata quando il sesso era lAIDS saliva e quello attraverso il quale viene prelevato il sangue sono due condotti differenti, non in comunicazione tra di loro.

Per farlo utilizza una glicoproteina che sporge sulla superficie della sua membrana esterna, la gpla quale è un recettore per le cellule bersaglio, mentre un'altra proteina, la gp41serve per fondere la membrana del bersaglio e permettere al virus di penetrare al suo interno. Una volta entrato nella cellula, HIV, tramite alcuni enzimi contenuti nella sua struttura, integra il proprio genoma RNA con quello della cellula ospite retrotrascrivendolo in DNA.

Gli enzimi coinvolti in questa fase si chiamano trascrittasi inversa e integrasi. Si tratta di un processo molto importante per il virus, poiché "mascherandosi" all'interno del DNA diventa di fatto inattaccabile dalle difese immunitarie e dalle terapie farmacologiche: è questa la caratteristica principale del processo biologico dei retrovirus. L'enzima che modella le macroproteine in una forma idonea a dare vita a nuovo virus è chiamato proteasi.

I nuovi quando il sesso era lAIDS vengono quindi espulsi dalla cellula per gemmazione e immessi nel sistema circolatorio. Nell'uscire essi formano le proprie membrane esterne pericapside col materiale della cellula che li ha prodotti e creano una sorta di lacerazioni nella membrana cellulare ospitante che provocano la morte della cellula.

È quindi il processo replicativo, non l'ingresso o la permanenza del virus nella cellula, che è dannoso. Le terapie farmacologiche odierne mirano infatti a inibire la replicazione e l'aggancio di nuovi bersagli agendo sulle proteine e sugli enzimi del virus, non eliminando il virus.

L'emergere di tali idee "negazioniste" ha portato quindi, quando il sesso era lAIDS parte di oltre 5. Una teoria controversa nota come teoria del vaccino orale antipolio sull'origine dell'AIDS suggerisce che l'epidemia di AIDS sia stata involontariamente avviata alla fine del nel Congo Belga dal ricercatore Hilary Koprowski che stava sperimentando un vaccino contro la poliomielite.

Per fini pratici l'infezione venne suddivisa in tre stadi, di facile applicazione, ma estremamente grossolani: infezione acuta, stadio di latenza clinica e stadio sintomatico. Solo con l'ultimo stadio, in cui la sindrome inizia a manifestarsi con infezioni opportunistichesi parla di immunodeficienza e quindi di AIDS.

Con le moderne terapie, anche in caso di AIDS conclamato, è diventata possibile una regressione tra le fasi, rendendo di fatto obsoleta tale distinzione, che comunque viene ancora oggi tenuta in conto per ragioni storiche e pratiche. La misurazione di questi parametri si è rivelata particolarmente utile, anche perché indipendente dalle manifestazioni cliniche: non quando il sesso era lAIDS infatti eccezionale riscontrare gravi quadri di immunocompromissione in assenza di sintomi clinici rilevanti.

Il tasso di progressione clinica della malattia varia notevolmente tra persone e ha dimostrato di essere influenzato da molti fattori, come la suscettibilità dell'ospite, la funzionalità immunitaria, [77] [78] [79] l'assistenza sanitaria e le possibili co-infezioni e quale particolare ceppo del virus è coinvolto.

Il primo stadio, di infezione acuta, è caratterizzato da una rapida e imponente replicazione del virus che non trova alcun ostacolo. Diverso è il caso della trasmissione per via sessuale, quando il virus è probabile che infetti inizialmente le cellule linfatiche delle mucose interessate, vaginali o rettali. Qui HIV compie i primi cicli replicativi finché raggiunge la carica virale sufficiente per abbandonare le mucose e raggiungere i linfonodi corrispondenti.

Non tutte le cellule infettate nella fase acuta avviano la replicazione virale: HIV costituisce infatti un serbatoio di cellule latentemente infette in cui integra il proprio codice biologico in quello dell'ospitante, "mascherando" il proprio RNA in DNA e diventando di fatto invisibile per il sistema immunitario e per le terapie.

Si tratta questa di una caratteristica peculiare dei retrovirusche ne garantisce la sopravvivenza nel corpo dell'individuo infetto in tutto l'arco della sua vita. In circa la metà dei casi l'infezione acuta è asintomatica e, anche quando è caratterizzata da sintomi, il quadro clinico è poco quando il sesso era lAIDS, facilmente confondibile con una sindrome influenzale protratta. La fase acuta viene interrotta dalla comparsa della risposta immunitaria, che richiede circa settimane e interessa sia umorale che quella cellulo-mediataattraverso la produzione di anticorpi quando il sesso era lAIDS e linfociti citotossici.

I primi in particolare inattivano un'alta quantità di virus libero immesso nel sistema circolatorio. I soggetti positivi al test sono definiti sieropositivi. La sieropositività è una quando il sesso era lAIDS che, stanti le conoscenze mediche odierne, perdura per tutta la vita di chi ha contratto l'infezione, indipendentemente dallo stadio e dal grado di immunodeficienza, ed esprime l'avvenuto contagio e il perdurare dell'infezione.

Dal quando il sesso era lAIDS di vista clinico le condizioni del soggetto sono per lo più stabili, ma dal punto di vista virologico la replicazione persiste, in particolare nei tessuti linfatici, sebbene tenuta sotto controllo dalla risposta immunitaria. Inoltre, le frequenti mutazioni del quando il sesso era lAIDS portano alla comparsa di nuove popolazioni virali diverse da quella originale, alle quali il sistema immunitario è continuamente sollecitato ad adeguarsi.

Per alcuni microrganismi è sufficiente un grado molto limitato di immunodeficienza e le infezioni che portano sono le prime a manifestarsi, altri richiedono una compromissione più severa. Sintomi comuni sono febbresudorazione specie notturna, ingrossamento ghiandolare, tremoredebolezza e perdita di peso. Alcune infezioni opportunistiche e alcuni tumori, come il sarcoma di Kaposi sono ormai sintomi ben noti della possibile infezione da AIDS. Le infezioni del tratto gastro-intestinale comportano esofagiti e diarrea cronica.

Tra le principali patologie neurologiche vi sono la toxoplasmosila leucoencefalite multifocale progressiva e la demenza HIV-correlata. Aumenta inoltre il rischio di sviluppare varie forme di tumore come il Quando il sesso era lAIDS di Kaposii tumori del cervello e i linfomi. Oggi i farmaci, sebbene incapaci di eliminare il virus, ne impediscono la replicazione, cambiando completamente la prognosi degli quando il sesso era lAIDS.

Si ritiene che il trattamento terapeutico denominato HAART consenta un incremento dell'aspettativa di vita medio attorno ai 30 anni [84] o, secondo alcuni studi, fino ai La diagnosi di AIDS in una persona infetta da HIV si basa sulla presenza di alcuni precisi segni o sintomi e su alcuni esami di laboratorio.

Molte persone non sanno di essere infette da HIV. Ancora una volta, questa percentuale è più bassa nelle strutture sanitarie rurali.

Il test HIV viene solitamente effettuato su sangue venoso. Il rilevamento del virus mediante reazione a catena della polimerasi PCR durante il periodo finestra è possibile e consente una diagnosi più precoce. Gli eventuali risultati positivi ottenuti con la PCR vengono confermati da test anticorpali.

I Centers for Disease Control and Prevention statunitense hanno proposto un sistema di classificazione per l'infezione da HIV, aggiornandolo nel La classificazione è divisa in tre stadi:. Nella storia della medicina resterà una pietra miliare la straordinaria rapidità e la dimensione di ricercatori coinvolti nell'individuare una cura per la sindrome da HIV.

Si è finora dimostrata invece una chimera la realizzazione di un vaccino che eradichi l'HIV dall'organismo, sia per il ciclo biologico particolare dei retrovirussia l'altissima variabilità del virus stesso. Le strategie di prevenzione sono esclusivamente basate sui metodi per evitare l'esposizione al virus o sull'impiego di farmaci antiretrovirali come profilassi post-esposizione PEP. Presenta anche effetti collaterali molto spiacevoli tra cui diarreamalessere diffuso, nausea e quando il sesso era lAIDS.