Società e il sesso

LA RIVOLUZIONE DELLA PORNOGRAFIA E DEL SESSO NELLA NOSTRA SOCIETA' - Helena Velena

Sesso con una dodicenne di oliva

Le ricordo Porcile. Le ricordo anche Orgia, un'opera Società e il sesso di cui ho curato io stesso la regia a Torino, nel L'avevo pensata nele scritta tra il e il come del resto Porcile, che era anch'esso un'opera teatrale. Originariamente doveva essere un'opera teatrale anche Teorema uscito nel De Sade c'entrava attraverso il teatro della crudeltàArtaud, e, per quanto sembri strano, anche attraverso Brecht, autore che fino a quel momento avevo poco amato, e per cui ho avuto un improvviso, anche se non travolgente amore appunto in quegli anni antecedenti alla contestazione.

Non sono contento né di Porcile, né di Orgia : lo straniamento e il distacco non fanno per me, come del resto la crudeltà. Ma mi lasci finire il discorso sui precedenti.

Nel ero nella valle della Loira. Facevo dei sopralluoghi per il Decameron. Sono stato invitato a fare un dibattito con gli studenti dell'Università di Tours.

Ci ho pensato seriamente per qualche settimana è uscita in Italia, in questi mesi, una bellissima biografia di Gilles de Rais, a cura di Ernesto Ferrero.

Naturalmente Società e il sesso ci ho rinunciato. Ero ormai preso dalla Trilogia della vita. Un film crudele sarebbe stato direttamente politico eversivo e anarchico, in quel momento : quindi insincero. Forse ho sentito un po' profeticamente che la cosa più sincera dentro di me, in quel momento, era fare un film su un sesso la cui gioiosità fosse un compenso - come infatti era - alla repressione: fenomeno che stava per finire ormai per sempre. Ho evocato nella Trilogia i fantasmi dei personaggi dei miei film realistici precedenti.

Ora siamo dentro quel presente in modo ormai irreversibile: ci siamo adattati. La nostra memoria è sempre cattiva. Niente di gioioso c'è più nel sesso. I giovani sono o brutti o disperati, cattivi o sconfitti. Non lo so. Questo è il vissuto. Certo Società e il sesso ne posso prescindere. È uno stato d'animo. È quello che cova nei miei pensieri e che soffro personalmente. Il linguaggio o sistema di segni del sesso è cambiato in Italia in pochi anni, radicalmente.

Società e il sesso non posso essere fuori dell'evoluzione di Società e il sesso convenzione linguistica della mia società, compresa quella sessuale. Il sesso è oggi la soddisfazione di un obbligo sociale, non un piacere contro gli obblighi sociali.

Per me dunque il trauma è stato ed è quasi intollerabile. In altre parole è la rappresentazione magari onirica di quella che Marx chiama la mercificazione dell'uomo: la riduzione del corpo a cosa attraverso lo sfruttamento. Dunque il sesso è chiamato a svolgere nel mio film un ruolo metaforico orribile. Tutto il contrario che nella Trilogia se, nelle società repressive, il sesso era anche un'irrisione innocente del potere. Ho preso a simbolo di quel potere che trasforma gli individui in oggetti come per esempio nei migliori film di Miklós Jancsó il potere fascista e nella fattispecie il potere repubblichino.

Ma, appunto, si tratta di un simbolo. Quel potere arcaico mi facilita la rappresentazione. In realtà lascio a tutto il film un ampio margine bianco, che dilata quel potere arcaico, preso a simbolo di tutto il potere, e abbordabili alla immaginazione tutte le sue possibili forme E poi Ecco: è il potere che è anarchico.

C'entra, c'entra, perché de Sade è stato appunto Società e il sesso grande poeta dell'anarchia del potere. Nel potere - in qualsiasi potere, legislativo ed esecutivo - c'è qualcosa di belluino. Nel suo codice e nella sua prassi, infatti, altro non si fa che sancire e rendere attualizzabile la più primordiale e cieca violenza dei forti contro i deboli: cioè, diciamolo ancora una volta, degli sfruttatori contro gli sfruttati.

L'anarchia degli sfruttati è disperata, idillica, e soprattutto campata in aria, eternamente irrealizzata. Mentre l'anarchia del potere Società e il sesso concreta con la massima facilità in articoli di Società e il sesso e in prassi. I potenti di Sade non fanno altro che scrivere dei regolamenti e regolarmente applicarli. Un Antinferno, e tre Gironi. La figura principale di carattere metonimico è l'accumulazione dei crimini : ma anche l'iperbole vorrei giungere al limite della sopportabilità.

Non so se saranno mostri. Comunque non meno e non più delle vittime. Nello scegliere gli attori ho fatto la solita contaminazione: si tratta di un generico che in Società e il sesso di vent'anni Società e il sesso lavoro non ha mai detto una battuta, Aldo Valletti; di un mio vecchio amico delle borgate romane conosciuto ai tempi di Accattone! Saranno tre bellissime donne la quarta nel mio film fa la pianista, perché i Gironi sono appunto tre : Hélène Surgère, Caterina Boratto ed Elsa de' Giorgi.

La pianista sarà Società e il sesso Saviange. Le due attrici francesi le ho scelte dopo aver visto a Venezia il Società e il sesso Femmes femmes di Vecchiali: bellissimo film in cui le due attrici, per restare nel contesto linguistico francese, sono sublimi ma veramente.

Tutti ragazzi e ragazze non professionisti almeno in parte: le ragazze le ho scelte tra delle fotomodelle, perché naturalmente dovevano avere dei bei corpi e, soprattutto, non dovevano aver paura di mostrarli. So che sono due settimane che sono cominciate le riprese. Me lo risparmi. Non c'è niente di più sentimentale di un regista che parla del suo lavoro Società e il sesso set. E de Sade che c'entra? Chi sono gli attori che rappresentano i quattro mostri? E chi saranno le quattro 'megere' narratrici?

E le vittime? Dove gira?