Storie di sesso Gestapo

06 La Gestapo - HISTORY CHANNEL

Studenti russi del sesso nella vasca da bagno

Questo racconto di Evoman è stato letto 6 1 8 9 volte. Il gioco Scritto da Evomanilgenere dominazione I sogni più perversi di una ragazza diventano realtà. Lavoravo come segretaria in una compagnia di assicurazioni. Un collega mi aveva dato un biglietto da visita con un numero di telefono indicato dal nome "Il Gioco".

Io sono sempre stata una donna affamata di storie di sesso Gestapo, quasi ninfomane. Mi piaceva molto a casa fare esercizi ginnici. Tutta nuda. Mi guardavo allo specchio mentre mi muovevo.

Mi eccitava moltissimo. Di solito finivo prendendo alcuni lacci di storie di sesso Gestapo, legandoli ai polsi. Mi immaginavo legata, imprigionata da qualcuno che voleva sottomettermi ad ogni sua volontà.

Mi toccavo i capezzoli, strizzandoli con le unghie delle dita. Mi tiravo il clitoride che potevo vedere nello specchio, arcuando il corpo per esporlo, pronto a farmi possedere. Immaginavo la voce che mi diceva: "Ok, cominciamo la tortura. Le faremo ogni tortura immaginabile. Poi storie di sesso Gestapo possederemo. La terremo come la schiava del sesso per soddisfare ogni più remoto desiderio.

La mia figa fremeva fradicia nella attesa. Immaginavo le frusta colpirmi le tette, flagellandomi storie di sesso Gestapo capezzoli. Poi immaginavo i colpi sul sedere e infine tra le labbra della figa e sul clitoride. Le mie dita entravano e uscivano dalla figa, regalandomi una serie di orgasmi che mi lasciavano in terra, distrutta. Quando capii che quel telefono poteva farmi entrare in un mondo che storie di sesso Gestapo più soddisfazioni di quelle che mi procuravo da sola, non esitai un storie di sesso Gestapo a chiamare.

Una voce registrata mi rispose "Risponde il Gioco. Se non siete interessati a incontri di tipo sessuale, riappendere, altrimenti premete il numero 1". Io premetti il numero 1. Premetti 4. Scelsi il 3. Ero in uno stato di eccitazione assoluta. Con la mano mi toccavo la figa, già fradicia di desiderio.

Premetti 3. Oppure fate la vostra scelta sul tipo di esperienza. L'elenco continuava, ma la mia mente era già impazzita alle fantasie descritte. Lasciai il mio recapito. Andai in cucina, tremando per l'eccitazione. Probabilmente qualche buontempone che fa scherzi, pensai tra me.

Mi disse di essere la alla 1 di sera. Poi riappese. Io tremavo in un insieme di paura ed eccitazione. Alle 10 e 30 ero già la. Il tempo passava troppo lentamente. Sentii dei passi dietro di me. Sussultando mi voltai. Era una donna in uniforme da SS.

Sentii le manette che scattavano storie di sesso Gestapo miei polsi. Mi fecero voltare. Un'altra donna era vestita in un lungo impermeabile nero. Mi fecero entrare nel magazzino a fianco. Era tutto buio. Mi fecero passare in un'altra stanza, sempre buia. Infine si accesero tutte le luci. Sulle pareti e sul soffitto erano fissati una serie di anelli e catene. Una tavola era nel centro della stanza. Altri anelli e catene erano fissati sui lati della tavola.

La donna in uniforme era presso un'altro tavolo appoggiato al muro. Sul tavolo c'erano fruste, pinze e altri aggeggi metallici che si poteva immaginare solo cosa servissero. Bene, ora la resistenza fara quello che diremo storie di sesso Gestapo. Spogliamola e incominciamo". La mia figa era scossa da fremiti, fradicia. I capezzoli mi facevano male tanto erano duri. Le mie fantasie più intime diventavano realtà.

Rimasi solo con le mutandine. Il contatto con la lama fredda mi fece sussultare e gemere di piacere. Sei in calore" disse la SS. Stavo quasi per venire. Mi fecero distendere sul tavolo. Mi legarono i polsi e le caviglie forte, con i muscoli tesi. Le ginocchia vennero legate aperte. La SS e mi prese le tette e le stringe con forza. Il dolore era misto di eccitazione. Il clitoride sporgeva dalle storie di sesso Gestapo.

Le sue storie di sesso Gestapo tette storie di sesso Gestapo fuori. Rimase sono con una minigonna in pelle nera e stivaloni neri alti. L'altra fece lo stesso rimanendo sono con i pantaloni e stivali. Anche questa aveva tette sode e alte. Prese una frusta di cuoio intrecciato e venne verso di me. L'altra era seduta e osservava.

Le labbra della sua figa depilata erano ben visibili e bagnate. Chiusi gli occhi, aspettando il colpo. La sensazione del cuoio duro e freddo sul mio corpo fu incredibile. Chiudendo gli occhi sentii la frusta passarmi sullo stomaco e accarezzarmi la labbra e frugare dentro la figa. Io la sentivo gocciolare.

Subito dopo sentii la frusta colpirmi sulle labbra. Gridai dentro il bavaglio. Aprii gli occhi e vidi lei, con lo sguardo feroce che abbassava la frusta con forza, contro la mia figa. Io gridavo e lei mi colpiva ancora più forte. I capezzoli sembravano esplodere, il clitoride rosso e duro.

La figa era in fiamme. Mi guardai. Strisce rosse si incrociavano sullo stomaco e sulle gambe. Ero storie di sesso Gestapo dell'orgasmo. Prese una frusta più storie di sesso Gestapo e pesante e venne verso di me con un pacco.

Hanno la pelle delicata. Vediamo come reagiscono". Prendendo una catena che scendeva dal soffitto, l'attaccarono ai polsi. Ero a trenta cm da terra. Iniziarono a colpirmi sul sedere e sulle tette. Gridavo e piangevo per il dolore. Mi fecero girare e mi colpirono sullo stomaco, sulle tette e poi tra le gambe. Si fermarono.